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Tra cinema, dvd e televisione, gli ultimi film che ho visto.
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November 05 Diamoci un taglio!La parola d'ordine di questo mese è OSARE.
Ho osato andare in plaestra.
Ho osato comprare un cappellone viola.
Ho osato comprare le scarpe decoltè.
Ho osato TAGLIARMI I CAPELLI!!! E par fare questo ci è voluto una mia amica che fa l'apprendista parrucchiera e che avesse bisogno di fare pratica con le forbici (sotto la supervisione del maestro, pronto a impedire eventuali danni).Ieri mattina infatti ci ho messo due ore per fare un taglio di capelli, ma mi sono divertita da morire a fare la cavia per la lezione, tra chiacchiere e sfottò. Il maestro era troppo simpatico, sembravamo noi tre amici al bar.
Ed ecco il risultato:
dal lato sinistro.... ...al lato destro. Non ci sono grandi cambiamenti, a parte il fatto che è sparita la zavorra incolta che mi pendeva sulle spalle (e per domarla ce ne voleva). Un piccolo cambiamento, quanto basta per sentirmi bene con me stessa. Il mio nuovo look è piaciuto a tutti, studenti, amici, famiglia..tranne a Max..lui è rimasto un po' shoccato, perchè mi preferisce di gran lunga con il capello lungo. Ormai è andata e ce ne faremo una ragione, tanto ho la ricrescita supersonica, tra un paio di mesi saranno già lunghetti. Il bello per me comincia adesso: ora che sono più corti li dovrò curare maggiormente, non me la caverò con semplici acconciature... Visto che ci sono, voilà il mio meraviglioso cappello viola: è stato amore Dulcis in fundo, le scarpe. Come ho già detto, sono una fan dello stivale e le decoltè non le posso vedere, però mi rendo conto che possono essere molto chic e che è giunto il momento che almeno un paio io lo possegga e così ho scelto questo modello qui: Da notare la piccola farfallina viola che fa capolino da sotto la piega del jeans! Sì, quest'anno mi sbizzarrisco con il viola, il tabù dell'anno passato non c'è più (nota: l'anno scorso per la mia laurea ero ammattita per cercare un vestito che non avesse la minima sfumatura di viola perchè sulla mia relatrice aveva l'effetto del rosso su un toro...). Scarpa molto semplice, tacco comodo, colore neutro, cioè nero. Ma il tocco di classe sono questi: gli scaldamuscoli con laccetti in raso! Per una freddolosa come me sono il non plusultra.
Ora non mi resta da fare che perdere qualche chiletto e sarò una figa stratosferica, HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!! (nota: risata mezza satanica e infinitamente ironica!) October 31 Buon Halloween!
Card Captor Sakura_CLAMP Per la vigilia di Ognissanti volevo spaventare i visitatori con una mia foto di primo piano, non tanto per perversa vanità, ma per mostrare il mio fantastico acquisto: un cappello molto particolare dal colore decisamente VIOLA! La mia follia non si ferma qui, ho persino comprato delle vere e proprie decoltè nere, semplici, senza punte elaborate, con tacco a banana super comodo. In fondo mi avvio per i 26 anni, è quindi giunto il momento di comparire almeno ogni tanto come "giovane donna di una certa eleganza", resta il fatto però che io sono e sarò sempre grande fan di stivali e di quei carri armati chiamati anfibi. Sono contenta che per soddisfare il mio lato femminile non mi sia dissaguanta, anzi sono stata proprio oculata. Purtoppo per ora non posso armeggiare con file e programmi pesanti in quanto il pc è talmente zeppo di roba che non ce la fa, è in attesa di pulizia e ordine, per questo per avere un po' di atmosfera da 31 ottobre, in sostituzione c'è la dolce Sakura di Card Captor Sakura delle mie beniamine, ovvero le CLAMP. Chiaro, mi attendo ringrazimaneti per la mia estrema bontà! Ma come sono deficiente, eh?
Tanto per restare in tema (non di deficienza, ma di Halloween) trascorrerò la serata a vedere Parnassus al cinema (mio personale esulto di giubilo) e chiudo il post con una citazione di un passo del libro di Gaiman, Il figlio del cimitero. La storia del bambino che viveva fra le tombe. (assolutamente consigliato):
Un orologio cominciò a battere le ore, là vicino: i rintocchi della mezzanotte. Ed ecco che giunsero.
Discendevano la strada, in fila per cinque. Bod li conosceva, o conosceva gran parte di loro. Nella prima fila riconobbe Mother Massacre e Josiah Worthington, e il vecchio conte che era stato ferito alle crociate ed era ritornato per morire nella propria terra,e il dottor Trefusis, e tutti avevano un'aria solenne e impettita.
Si udirono rantoli tra la folla radunata nella piazza. Qualcuno cominciò a urlare: - Iddio abbi pietà di noi, è il Giudizio, ecco cos'è! - Ma gran parte della gente si limitava a guardare, impassibile come lo sarebbe stata se si fosse trattato di un sogno.
I morti continuarono a camminare, fila dopo fila, finchè non ebbero raggiunto la piazza.
Josiah Worthington salì i gradini e raggiunse la signora Caraway. Le porse il braccio e disse, a voce così alta che l'intera piazza potè udirlo: - Graziosa dama, perdonanza... Mi conceda questa Macabradanza.
La signora Caraway esitò. Guardò l'uomo che era accanto a lei come per chiedergli consiglio sul da farsi. L'uomo era in veste da camera, pigiama e ciabatte, e portava un fiore bianco appuntato al bavero. Sorrise e annuì.
- Con piacere - disse il sindaco, e gli offrì la mano. Non appena le sue dita sfiorarono quelle di Josiah Wortihngton, la musica ricomiciò. Se quella che Bod aveva sentito fino a quel momento era il preludio, questa non lo era più: questa era la musica che tutti erano venuti ad ascoltare, una melodia che stuzzicava i piedi e le dita.
Si presero per mano, i vivi con i morti, e cominicarono a danzare.
Neil Gaiman, Il figlio del cimitero, Mondadori, Milano, 2009, pp. 176-177
October 30 E palestra fu!Alla fine è successo, l'ho fatto, ho varcato quella soglia.
SONO ANDATA IN PALESTRA!!!!
Ebbene, sì, oggi mi sono decisa e sono andata a fare il mio giro di prova in palestra. Primo giorno e giù con la sala macchine. Ho sudato un bel po', ho dato una svegliata ai miei muscoli inesistenti e mi sono allenata per un'ora e mezza buona.
Dicono che in palestra ti scarichi...in fonodo è vero: ero tornata dal lavoro un po' nervosa e dopo essere stata in palestra la questione non mi urtava più di tanto. Resta il fatto che io sono una che non dimentica e domani andrò subito in fondo alla faccenda, oh sì! Ma torniamo alla palestra. Gli istruttori con me erano gentili e non mi hanno rotto le scatole più di tanto, diciamo che mi seguivano all'acqua di rose, e a me una cosa del genere alla fine non disturba affatto. Sembra strano per una che fa teatro, ma m'inibisce sentirmi dietro le spalle il controllo costante di un istruttore. Una volta che eseguivo correttamente l'esercizio, mi lasciavano da sola con la mia fatica. Ho davvero un fisico penoso: nelle braccia non ho forza e ho il fiato corto. L'unica nota positiva sono le gambe che le ho più resistenti (sfido, per quanto cammino!).
Dalla prosima volta proverò anche i corsi di step e aerobica, spero di divertirmi di più.
In sostanza, anche se mi sentivo un po' come Pippo davanti a quegli assurdi macchinari che parevano strumenti di tortura di un killer schizzato, non è andata male (pensavo peggio!), ma c'è poco da fare: trovo la palestra noiosa e alienante. La musica da disco ad alto volume, l'odore di sudore, il neon delle luci, gli specchi ovunque che ti mostrano nel tuo essere sconvolta, il pedalare ferma su posto e non per le strade poi...mi intristisce.
No, non è amore. Per quanto la detesto però la reputo un male necessario, quindi per quest'anno cerco d'impegnarmi. Il primo passo l'ho già fatto. Spero che migliori con il tempo, intanto punto tutti sui corsi di step e aerobica!!!! October 28 Sul come creare ansiaSe vieni improvvisamente accerchiata da due uomini in giacca e cravatta e uno dei due (il capoccia) si raccomanda caldamente affinchè tu lavori bene e ti ricorda che il 12 dicembre tutti gli occhi saranno puntati sul tuo lavoro, sottintendendo che ci tiene da morire che tutto sia perfetto....cosa penseresti? Semplice interesse affettivo da parte dei capi o si tratta di una "vaga" pressione????
Ecco.
October 22 Incontri ravvicinati del terzo tipo.Se c’è una cosa che proprio non sopporto è il prendersi con me una sfacciata, immotivata e immeritata confidenza. Risveglia la mia cattiveria.
Foyer del teatro, biglietteria. La sottoscritta sta pagando in tutta tranquillità il suo biglietto, quando è attaccata alle spalle da una voce che in lei risveglia solo noia. -Ma tu sei la Nunzia? Mi volto e mi trovo davanti una mia vecchia professoressa della scuola media. L’ho avuta solo un anno –in prima- e mi insegnava storia e geografia. Francamente non mi era mai piaciuta e non ne ho mai sentito la mancanza. L’ho rivista spesso in giro, in particolar modo a varie manifestazioni culturali (ma lei non ha mai notato me, per fortuna) e da quanto ho osservato la mia opinione su di lei non è affatto migliorata, anzi…forse è peggiorata. Una di quelle persone che crede di sapere tutto, che superbamente si autocompiace di quello che sa ma in realtà il suo è tutto o quasi (lascio il beneficio del dubbio) fumo. Le persone così per me sono solo noiose. -Ma tu sei la Nunzia? -Sì è lei – risponde l’uomo del botteghino che mi conosce da una vita. -Sì sono io- rispondo con freddo distacco. - Che fai?- mi domanda lei con una strana autorità che non sta né in cielo né in terra. So quello che vuole: farsi i fatti miei. Sfacciata e maleducata per giunta. Non mi vedi da una vita, tralasci le dovute formule di cortesia e ti permetti di prendere confidenza con me neanche fossi tua nipote! …Che fai…col cavolo che te lo dico! La guardo con un mezzo sorrisetto impertinente e rispondo: -Faccio il biglietto. - E ‘l vedo che fai il biglietto!- replica lei con stizza- Volevo sapere un’altra cosa…Volevo dire…Reciti sempre? - Sì. - Con quelli che ora vanno in scena? - No. Silenzio. Con fredda educazione, riprendo: -Io recito con Medem. -Chi? - Medem- risponde questa volta l’uomo del botteghino. -Ma non è di qui, è di fuori? -Invece è di qui- la correggo stancamente io. - Lei recita con Medem che è di qui- puntualizza l’uomo del botteghino. Compare a questo punto in scena, sbucando alle spalle della noiosa prof., una sua amica, noiosa quanto lei. - Medem…tu l’hai mai sentito?- domanda la prof. alla sua noiosa amica. - No, mai. La mia vecchia prof. si rivolge nuovamente a me e con tronfia superiorità sentenzia in modo lapidario: - Mai sentito!! Le due donne noiose girano i tacchi e se ne vanno, gongolandosi in non so che cosa. Neanche un buonasera o un buona visione. Un saluto. Nulla.
Ho preferito ridermela ironicamente. In casi come questi però un bel sonoro VU A EFFE EFFE INCUUUUUUUUUUUULO! non ci starebbe per niente male… image from Angel sanctuary_Kaori Yuki
PER CHI CAPITA QUI VOLONTARIAMENTE O ACCIDENTALMENTE E VUOLE LASCIARE UN COMMENTO, UN SALUTO , UN MESSAGGIO....
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Le Cronache di PonziaLa felicità è reale solo se condivisa. |
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