Nunzia's profileLe Cronache di PonziaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 27

    Pioveva senza tregua quel giorno su Brest

     

    Queste giornate di pioggia autunnali mi hanno riportato alla mente

    una poesia  di Jaques Prévert.

    Mi emoziona tutte le volte che la rileggo.

     

    BARBARA

     

    Ricordati Barbara

    Pioveva senza tregua quel giorno su Brest 

    E tu camminavi sorridente

    Raggiante rapita grondante

    Sotto la pioggia

    Ricordati Barbara

    Pioveva senza tregua su Brest

    E t'ho incontrata in rue de Siam

    Tu sorridevi

    E sorridevo anch'io

    Ricordati Barbara

    Tu che io non conoscevo

    Tu che non mi conoscevi

    Ricordati

    Ricordati comunque di quel giorno

    Non dimenticare

    Un uomo si riparava sotto un portico

    E ha gridato il tuo nome

    Barbara

    E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia

    Grondante rapita raggiante

    Gettandoti tra le sue braccia

    Ricordati di questo Barbara

    E tu non volermene se ti do del tu

    Io do del tu a tutti quelli che amo

    Anche se non li conosco

    Ricordati Barbara

    Non dimenticare

    Questa pioggia buona e felice

    Sul tuo viso felice

    Su questa città felice

    Questa pioggia sul mare

    Sull'arsenale

    Sul battello d'Ouessant

    Oh Barbara

    Che cazzata la guerra

    E cosa sei diventata adesso

    Sotto questa pioggia di ferro

    Di fuoco acciaio sangue

    E lui che ti stringeva fra le braccia

    Amorosamente

    E' forse morto disperso o invece

    Vive ancora

    Oh Barbara

    Piove senza tregua su Brest

    Come pioveva prima

    Ma non è più così e tutto si è guastato

    E' una pioggia di morte desolata e crudele

    Non è nemmeno più bufera

    Di ferro acciaio sangue

    Ma solamente nuvole

    Che schiattano come cani

    Come cani che spariscono

    Seguendo la corrente su Brest

    E scappano lontano a imputridire

    Lontano lontano da Brest

    Dove non c'è più niente.

    (da Paroles)                                      

    October 22

    Aggiungiamo un po' di pepe!

     
     
    Parliamo di sesso, droga, politica?? Eh?
    Ma no,niente di sconcertante, anzi.....
    Dal momento che sono impegnata con le relazioni per i mie doverosi esami, schiaffo qui una recensione che scrissi qualche anno fa per l'esame di sociologia! HAHAHAHA! 
    Dico solo che quando il mio prof. la lesse mi chiese:
    "Signorina, ma come mai lei è così pessimista?"
    e io:
    "Ma no, sono solo realista!"
     
    Ora a distanza di tempo, dopo averla riletta penso che effettivamente sono stata un po' dura. Però non penso di essere cambiata più di tanto. Forse l'unica cosa diversa è che sono più fiduciosa. Almeno penso.  E poi...non mi sembrava tanto che il libro di Giddens fosse più positivo di me! Io in fondo mi ero limitata a parlalre del libro in quanto tale!!!
     
      E Lovers by ~Johnny Jinx~

    ANTHONY GIDDENS

    LA TRASFRMAZIONE DELL’INTIMITÀ

    Sessualità, amore ed erotismo nelle società moderne

     

          Negli ultimi decenni si è molto parlato di rivoluzione sessuale, di mutamento radicale avvenuto nella sessualità che rappresenta un “potenziale spazio di libertà fuori dalle restrizioni della civiltà contemporanea” e di parità dei sessi.  La riflessione di Giddens, nel suo libro, si muove appunto nell’ambito del sesso e dell’amore e delinea la sua esplorazione della trasformazione dell’intimità avvenuta nella società moderna partendo dal romanzo di Julian Barnes,  Before She Met Me, che riassume brevemente e giudicandolo “un romanzo sul disagio e sulla violenza maschili in un universo sociale attraversato da profonde trasformazioni.  Le donne non accettano più il predominio sessuale maschile ed entrambi i sessi devono fare i conti con le implicazioni di questo fenomeno”, ( ANTHONY GIDDENS, La trasformazione dell’intimità, Bologna, il Mulino,1995, p.15).  In questa affermazione Giddens presenta una delle problematiche che hanno comportato i mutamenti nella sfera affettiva.  Riferendosi allo studio sulla storia sessuale condotto da Lillian Rubin, ci riferisce gli eccezionali quanto rapidi cambiamenti nei rapporti tra uomini e donne negli ultimi tempi: se prima vi era un codice comportamentale condiviso da ambo i sessi, in cui la verginità femminile prima del matrimonio era apprezzata da entrambi,  oggi il comportamento sessuale fra uomini e donne,  ragazzi e ragazze,  è mutato in quanto le ragazze sentono il diritto di avere una propria vita sessuale e di sentirsi quindi libere di avere rapporti sessuali qualora lo desiderano e ritengano opportuno indipendentemente dall’età e di dare e provare piacere. Se da una parte i ragazzi ne sono lieti,  dall’altra avvertono un certo disagio davanti a questa parità ed inoltre permane ancora una suddivisione etica tra  donne “virtuose” e  “poco di buono”,  anche se questo oggi è entro certi limiti. Questo è per quanto concerne la sferaeterosessuale.

         Anche la sfera omosessuale ha subito mutamenti,  infatti non è considerata più come una patologia, oggi è uscita allo scoperto con conseguenze profonde sulla vita sessuale e ciononostante da parte di molti eterosessuali permane una condanna morale,  in quanto è ritenuta contro natura. Eppure in una società moderna dove il matrimonio tradizionale, più che scomparire, è visto in realtà come uno degli stili di vita possibili alternativi e dove l’emancipazionismo femminile ha raggiunto alti livelli di sviluppo (tanto da parlare di parità dei sessi),  i rapporti omosessuali forniscono un contesto favorevole a sviluppare nuovi modelli di amore proprio per il fatto che essi non hanno modelli tradizionali di riferimento e possono essere considerati i primi sperimentatori.

         Attraverso le sue fonti di ricerca di riferimento e le analisi degli aspetti complessi della sfera intima,  Giddens individua  in ciò che consiste la trasformazione dei rapporti affettivi e cioè,  nel fatto che essi siano diventati una “relazione pura” che egli descrive come “una situazione nella quale una relazione sociale viene costituita in virtù dei vantaggi che ciascuna delle parti può trarre dal rapporto continuativo con l’altro. Una relazione pura si mantiene stabile fin tanto che entrambe le parti ritengono di trarne sufficienti benefici come per giustificare la continuità.”, (Ivi, p.68).

         Precursore della relazione pura è l’amore   romantico Settecentesco che ha influenzato e condizionato per lungo tempo gli ideali di amore di uomini e donne,  basandosi sulla disparità dei sessi, relegando la donna nel suo ambiente “naturale”del focolare e lasciando ampio spazio alla predominanza maschile.

          Gli ideali di amore romantico e i comportamenti tipici,  come ad esempio la ricerca amorosa, soprattutto da parte delle donne, tuttavia coesistono tuttora con la relazione pura, ma questa al contrario non è passiva come può sembrare. La maggior parte delle donne, e in particolar modo delle ragazze,  si trovano oggi ad infrangere certe norme stabilite, non associano necessariamente l’amore all’istituzione del matrimonio e sono consapevoli della propria indipendenza.

         Per quanto riguarda gli uomini non sono rimasti totalmente esclusi dai mutamenti,  anche loro hanno continuato ad innamorarsi e subito le influenze della trasformazione,  ma in modo differente rispetto alle donne. L’amore romantico per loro è entrato in conflitto con l’imperativo della seduzione e ha determinato una dipendenza sentimentale dalle donne.

         Elemento centrale della relazione pura è ciò che Giddens chiama sessualità duttile, che è derivato dalla cultura del sesso occasionale ed è svincolato dal dovere della riproduzione della specie e fondata sull’autonomia del singolo. La conseguenza di questa visione è che la vita di coppia è soggetta ad una crescente contrattazione, o comunque sia,  ad una comunicazione mirante a raggiungere un’intesa.     

          Il saggio di Giddens risulta abbastanza fruibile ed accessibile ad un pubblico generico, limitandosi ad utilizzare un linguaggio tecnico solo quando strettamente necessario e sintetizzando in modo chiaro il frutto delle sue ricerche .

         I valori riguardanti l’intimità devono essere ridefiniti, ma ciò non significa che debbano essere negati, come il vecchio contratto matrimoniale. E qui entrano in gioco e isituzioni che non sempre riescono ad essere al passo con i cambiamenti. I mutamenti che sono avvenuti e che continueranno ad avvenire, sono fondamentali per una ricostruzione della società odierna, ma resta il fatto che la relazione nelle coppie è basata, anche se a livello paritario, appunto sulla contrattazione e quindi sulla negoziazione.

     

     

     

     

     

    October 18

    Il mio primo album

     
     
    Aleggio in uno stato d'insofferenza. Questa maledetta relazione non ne vuole sapere di uscire fuori dal mio cervello. Tutto quello che scrivo mi sembra banale e non mi piace. Imbratto fogli di niente.
    Poi c'è il mio amico raffeddore, violento e fastidioso, che mi bastona a dovere.
    Così fuggo nelle mie immagini e finalmente mi decido a mettere in rete il mio primo album fotografico: Gabbia.
    Lo so, sono solo tre foto. Direi sufficienti, per ora.
     
    October 12

    Cantami o Diva del Pelide Achille....

     

     

     

     

     

    Qualche sera fa ho avuto il coraggio di guardare Troy in T.V.

    Premettiamo una serie di considerazioni:

    a-      mi piace e sono molto attratta da miti, leggende, fiabe e affini;

    b-      adoro l’epica omerica e la mitologia greca;

    c-      durante le medie ho avuto a che fare in modo massiccio con la traduzione dell’Iliade di Monti e in seguito ho letto in versione prosaica tutta l’Odissea e parte dell’Iliade (per non parlare che possiedo anche lo sceneggiato dell’Odissea prodotto dalla RAI a suo tempo);

    d-      di questo film mi hanno detto peste e corna.

     

    In sintesi: non ero certo la spettatrice ideale!!

    In effetti ero pronta a bastonarlo fin dall’inizio:  un Agamennone panzuto dalle smanie imperialiste comanda alla stegua di un soldato un Achille (ma non era il sovrano dei Mirmidoni in Tessaglia?) spaccone e a dir poco annoiato. Ma che è ‘sta roba?

    Vabbè, ci devono presentare Agamennone e Achille e il loro rapporto per niente felice ancor prima della leggendaria guerra e del famoso litigio!

    Andiamo avanti…Menelao è un altro panzone beone, decisamente volgare.  Pare la fotocopia di Agamennone.  E fortuna che è il re di Sparta! La sua corte mi sembra tutto meno che Sparta.

    Elena, moglie di Menelao, è una bella ragazza sconsolata e per questo è inevitabile che s’innamori di quello sbarbatello e superficiale di Paride che l’ha sedotta, anzi è scontato!

    Che di mezzo c’è il sortilegio di Afrodite non se ne fa cenno.

    Ok, questa variante può essere interessante:  gli dei sono in panchina, non intervengono in prima persona, restano indifferenti, muti e lontani.  Ci può stare che Elena e Paride s’innamorino pazzamente.

    Nell’Iliade infatti gli dei olimpici compaiono in misura massiccia e sono loro con i propri capricci che determinano le sorti delle battaglie!

    L’idea di ricondurre la vicenda ad un paino prettamente umano non è malvagia, anzi…peccato che questo bel potenziale implode.

    Lasciamo correre il fatto che i destini di vari pesonaggi si distaccano dal mito (ci sarebbe da fare una bella lista) e trovano esiti alternativi, alla fine di tutto, ne risulta il male minore (anche se confesso, lì per lì facevo fatica ad accettarlo).  Il film in sé ha un andamento noioso.  Niente di quello che vedo mi sembra credibile. Le battaglie non hanno colore, i due eserciti li vedo come masse informi che si mescolano tra loro.  Non avverto emozione.  Lo sbarco sulle spaigge di Troia, ad esempio, era un pallido rifelesso di quello in Normandia.  Ma va’, chissà perché poi ho avuto questa associazione di idee….

    La guerra dovrebbe durare 10 anni, ma lo scorrere del tempo pare un optional:  tutto fa pensare ad una guerra lampo!!

    La corte troiana assiste dalle mura le battaglie come mummie, mentre il bellissimo rapporto tra Ettore e sua moglie Andromaca narrato da Omero è appena accennato.

    Mi sembra chiaro che il film trae libera ispirazione dall’Iliade e i miti in generale, fa un po’ come gli pare e crea una nuova storia parallela dal retrogusto hollywoodiano. E ci può stare pure questo.

    Però il gran finale arruffato proprio non se ne scende!!

    Dopo l’invasione da parte dei greci, nella città di Troia si scatena un bel parapiglia (come è naturale che sia) e una serie di inseguimenti e ricerche inverosimili.  In mezzo fa capolino poi un certo Enea che passa per caso di lì e riceve in consegna la spada sacra troiana.

    La storia d’amore tra Briseide e Achille finisce tragicamente nel modo più straziante e assurdo possibile (ma da qualche parte si era detta la storia del tallone??).  Troia viene presa e Ulisse conclude la favola eleggendosi ad Omero.

     

    OH- MY- GOD!

     

    Forse era meglio se di mitologia non ne sapevo un tubo e che mi predisponessi alla visione con candida ingenuità!  Forse così lo avrei apprezzato di più!

    Ora però basta bastonare e sparare a zero cattiverie.  Ci sono film peggiori di questo in giro.

    Parliamo un po’ dei lati positivi (perché qualcosa di buono c’era).  Non è che sia una schifezza completa, va solo preso per quello che è, senza tante pretese.  Può essere una discreta favolina.

     Assodato che i protagonisti maschili sono veramente belli, niente da ridire, anzi noi femminuccie ringraziamo per tanto splendore.  Almeno i miei occhi si consolavano.

    Quindi, ora seriamente….

    1-      Ettore è il personaggio che da questa faccenda ne esce più pulito.  È stato reso come una bravo leader e marito.  Affronta con coraggio il suo destino e non la smette di preoccuparsi per tutti e per la sua patria.  È un uomo d’onore.

    2-      Gli scontri degni di nota sono ovviamente Ettere vs Patroclo e Ettore vs Achille.

    3-      Interessante vedere come Ettore e Achille si cerchino e bramino di misurarsi e buono il parallelismo dei preparativi dei due guerrieri prima di affrontarsi.

    4-      Alcuni aspetti di Achille non sono stati resi male: la sua furia, la sua solitudine, la sua dolcezza, il suo dolore.  Un eroe un po’ tenebroso e a volte un po’ spaccone.  Che dire di più?

    5-      L’incontro tra Priamo e Achille. Il re troiano finalmente esce dal suo status di mummia.  (Per la cronaca: nell'Iliade questo momento è uno dei più belli e commoventi).

    6-      La storia d’amore tra Briseide e Achille può essere carina.  In fondo anche nel mito i due s’innamoravano (aleno così si può intendere), ma lì per la loro storia non c’era spazio.

    7-      Paride meschino e vile era e rimane. È resa davvero bene la sua fuga strisciante dal duello contro Menelao. Cerca di riscattarsi, ma non fa lo stesso bella figura.

     

    E dulcis in fundo: consiglio di leggere Omero Iliade di Baricco. Qui l’operazione di riportare a dimensione umana questa storia mitica ha certamente un esito più felice.

     

    October 10

    Il gioco degli incastri

     
    Fine di una giornata frenetica.
    Sveglia alle sette. Partenza alle otto e mezza per un asilo privato a Selci. Io e il mio amico Mauro dell'associazione MEDEM dovevamo esibirci davanti ad un pubblico di cinquanta bambini in uno spettacolo "Pinocchio e i suoi amici".  Raccontavamo a loro la favola di Pinocchio attraverso i punti di vista dei vari personaggi che lo avevano conosciuto. Così grazie ad un magico paravento ci trasformavamo a turno chi in Geppeto e chi nel Grillo Parlante, chi in Mangiafuoco e chi nella Fata Turchina...e interagivamo con i bambini.
    Ho finito per le undici e mia madre, anima grande, si è precipitata a prendermi per accompagnarmi al volo alla fermata del autubus de Le Ville di Monterchi.
    Perchè tutto questo?? Io studio ad Arezzo e a mezzogiorno e mezzo dovevo incontrare la prof. per parlare della mia tesi e metterla a punto. La mia prof è in congedo accademico e capita una volta ogni tanto in facoltà. Ergo non dovevo perdere questa importante occasione. La macchina che di solito uso si era rotta e urgeva di meccanico. E Alle undici non c'è un ca...di autubus che parte per Arezzo da Città di Castello! In compenso ce n'è uno che parte alle dieci e trentacinque e che transita alle undici e mezzo a Le Ville di Monterchi e Selci non è molto distante da lì....Il mio amico purtroppo aveva poi un impegno di lavoro e non poteva accompagnarmi. Il mio caro Massimo era anche lui sopraffatto dagli impegni, ma mia madre fortunatamente andava a lavorare di pomeriggio!!! (finalmente la fortuna si ricorda di me!) E così lei mi fa questo grande piacere.
     
    Arrivo in tempo per il mio appuntameto e mi faccio assegnare la tesi (che si prospetta una bella odissea!).
    Incontro al volo Angela che mi restituisce il malloppo manga (le avevo prestato l'intera serie di Marmalade Boy), due chiacchiare e, via, in partenza verso casa mia dove mi aspettava mia cugina Maria Rosaria!!!
    Così il resto della giornata l'ho trascorso con lei.
     
    Ora è quasi il momento di andare a ninna. Ho sonno, ma il mio cervello continua a rimuginare sulla tesi e su quello che mi aspetta per i prossimi mesi.  Ansia, paura, entusiasmo, eccitazione: che miscela!!
    I pensieri s'ingarbugliano e mi avviluppano....
    'notte!
     
     
                     
    October 05

    Piacer figlio di affanno......

     
    LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
     
                                                                           Passata è la tempesta:
                                                                           odo gli augelli far festa, e la gallina,
                                                                           tornata in su la via,
                                                                           che ripete il suo verso.  Ecco il sereno
                                                                           rompe là da ponente, alla montagna;
                                                                           sgombrasi la campagna
                                                                           e chiaro nella valle il fiume appare.
                                                                           Ogni cor si rallegra, in ogni lato
                                                                           risorge il romorio
                                                                           torna il lavoro usato.
                                                                           L'artigiano a rimirar l'umido cielo,
                                                                           con l'opra in man, cantando,
                                                                           fassi in su l'uscio; a prova
                                                                           vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
                                                                           della novella piova;
                                                                           e l'erbaiuol rinnova
                                                                           di sentiero in sentiero
                                                                           il grido giornaliero.
                                                                           Ecco il solo che ritorna, ecco sorride
                                                                           per li poggi e le ville.  Apre i balconi,
                                                                           apre terrazzi e logge la famiglia:
                                                                           e, dalla via corrente, odi lontano
                                                                           tintinnio di sonagli; il carro stride
                                                                           del passeggier che il suo cammin ripiglia.
     
                                                                           Si rallegra ogni core.
                                                                           Sì dolce, sì gradita
                                                                           quand'è com'or, la vita?
                                                                           Quando con tanto amore
                                                                           l'uomo ai suoi studi intende?
                                                                           quando de' mali suoi men si ricorda?
                                                                           Piacer figlio di affanno;
                                                                           gioia vana, ch'è frutto
                                                                           del passato timore, onde si scosse
                                                                           e paventò la morte
                                                                           chi la vita aborria;
                                                                           onde in lungo tormento,
                                                                           fredde, tacite, smorte,
                                                                           sùdar le genti e palpitàr, vedendo
                                                                           mossi alle nostre offese
                                                                           folgori, nembi e vento.
     
                                                                           O natura cortese
                                                                           sono questi i tuoi doni,
                                                                           questi i diletti sono
                                                                           che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
                                                                           è diletto fra noi.
                                                                           Pene tu spargi a larga mano; il duolo
                                                                           spontaneo sorge:  e di piacer, quel tanto     
                                                                           che per mostro e miracolo talvolta
                                                                           nasce d'affanno, è grand guadagno.  Umana
                                                                           prole cara agli eterni!  assai felice
                                                                           se respirar ti lice
                                                                           d'alcun dolor:  beata
                                                                           se te d'ogni dolor morte risana. 

    Ecco la mia nuova bestia nera: il buon caro Giacomo Leopardi!!! Su su, non c'è bisogno di inorridire in quel modo!! So benissimo che  è il tormento di ogni studente e la sottoscritta si ritrova a fare i conti con lui anche all'università (beh in fondo facendo una facoltà di Lettere il margine di rischio era alto...).

    Alla fine fare una relazione su questa poesia non è male.  Anzi, mi è venuto in mente che diversi anni fa scattai una fotografia (qui sopra) subito dopo un brutto temporale. Ero corsa in spiaggia e seduta sugli scogli contemplavo l'orizzonte. Eh sì, avevo sentito il mo cuore rallegrarsi!!

    Diciamo le cose come stanno: Leopardi non era assolutamente un pessimista ed era innamorato della vita. Lui era semplicemente realista. Aveva ben compreso come andava il mondo, ne aveva preso atto e lo ha messo nero su bianco. Ha avuto lo sguardo lungo.  Nulla di più.

     

    October 03

    Tutta colpa delle magnifiche CLAMP!!

     
     
     
     
    .
     
     
    Se qualcuno si è chiesto "ma che roba sono i Mokona", bisogna fare i conti con le loro creatrici.
    La colpa è la loro se mi sono di nuovo fatta risucchiare dall'universo manga.
    I fumetti mi sono sempre piaciuti molto, anche solo leggerli, visto che nel disegno sono una frana.
    Come molti ho cominciato leggendo Topolino per proseguire con Il Giornalino, una bella rivista contenitore di fumettisti italiani con le loro storie e personaggi originali.
    Ho incontrato Dylan Dog e Diabolick. Ho sempre amato il mondo dei Peanuts (Charlie Brown&co.) e non mi è mai dispiaciuto Lupo Alberto.
    Naturalmente, essendo patita di fumetti, lo sono pure di cartoni animati.
    Ai manga mi sono avvicinata guardando Sailor Moon. L'adoravo. Ancora non avevo capito che la maggior parte dei cartoni animati che vedevo erano giapponesi (detti anime) e tanto meno avevo capito che la maggior parte di questi erano tratti da fumetti (detti appunto manga).  E non immaginavo che in Giappone gli anime e i manga fossero un fenomeno commerciale di immensa proporzione. Insomma non sapevo un bel nulla. E quando uno non sa nulla cosa fa?? Si documenta e comincia ad acquistare. Il via l'ha dato mia cugina Maria Rosaria. Inizia a comprare Sailor Moon e poi me lo passa. 
    Per tutta la durata della scuola (medie e superiori) compriamo manga e ce li scambiamo.
    Giunta all'università, io ho cominciato a smettere di acquistare. Non perchè mi fossi stancata, ma perchè mi era diminuito il tempo per seguirli, oltre ai soldi, chiaro. Mia cugina però continua, solo che è andata a studiare a Napoli. Mi tiene però aggiornata, e quando capita mi passa qualcosa.
     
    E poi le mitiche CLAMP (un gruppo di quattro autrici che si firmano sotto questa sigla) fanno una manovra fantastica e io ci cado in pieno!
    Di loro possiedo vari titoli. Ho sempra adorato le loro storie e in particolare i loro disegni.
    Cosa hanno fatto?? Creano Tsubasa Reservoir Chronicle!!! e affianco a questo XXX Holic. Sono due manga apparentemente indipendenti, che, con il procedere della storia, si intrecciano tra loro. Ma non finisce qui. Oltre a personaggi del tutto originali, le CLAMP rimettono in gioco moltissimi personaggi storici del loro universo, in ruoli diversi, ma mantendendone le loro caratteristiche fisiche,psicologiche e i loro nomi.
    Così "accalappiano" nuovi lettori, fanno felici fan di vecchia data come me, e vendono di più.
     Mokona, e per la precisione, il Mokona bianco,  era uno dei simpaticissimi personaggi di Magic Knight Rayearth. Un animaletto morbidoso, simpatico e burlone, dotato di poteri magici e guida di tre ragazzine catapultate nel suo mondo,Sephiro.
    Si ritrova in questa nuova creazione delle CLAMP insieme ad un altro Mokona, quello nero. La loro simpatia è immutata, ma il loro nuovo compito è fungere da collegamento dimensionale.

                           Free Image Hosting at www.ImageShack.us i due Mokona by CLAMP        Free Image Hosting at www.ImageShack.us  Magic Knight Rayearth by CLAMP

                                                                           XXX Holic by CLAMP

    Giustamente, per riproporre la loro galleria di personaggi, è naturale riocorrere all'espediente del viaggio attraverso i mondi paralleli.  Qualcuno dirà che sia una banalità. Può darsi.  Forse all'inizio. Ma le CLAMP hanno la capacità di rendere speciale persino le banalità e sono bravissime nel realizzare sconvolgenti colpi di scena!

    Per non parlare della grafica! La loro ricerca di stile non si è mai fermata. Appena raggiungono l'apice sono pronte  per esplorare nuove forme. Questo anche perchè è cambiata la disegnatrice.
     
    Chiaramente questi due manga non potevo certo perdermeli!
    E ora mi viene pure la voglia di comprarne altri.....fortuna che nel frattempo la mia cara cuginetta mi lasciato due belle bustone piene. 
    La mia mangofilia ritorna a galla. Mi sa che allora ne parlerò spesso.
     
    Ne ho letto da poco uno bellissimo di Fuyumi Soryo, conosciuta in Italia per il celebre MARS.
     
    Questo però sarà argomento per un nuovo post.

    October 02

    Spensierata

     
    Alla fine sono rimasta a casa.  Speravo di andarmene via qualche giorno, dopo aver trascorso diverso tempo  reclusa. Però non mi è andata male per niente!
    Infatti ho avuto questo fine settimana come ospite la mia amica Angela!
    Tra vagabondaggi in macchina e comode chiacchiere sul letto di camera mia,ho trascorso due giorni davvero spensierati. Poi la ciliegina sulla torta sono stati gli amici di Massimo, in particolare uno, che con la sua sbronza è stato il protagonista del nostro sabato sera.
    I mie genitori sono stati fantastici, non mi hanno fatto preoccupare di niente, anzi si sono dati un bel da fare in cucina.  Credo che anche loro si siano divertiti molto.
     
    Angela davvero grazie!!!!
    E poi grazie anche dei bei regali: un segnalibro di Gardaland e un libro che si preannuncia fantastico, Il maestro e Margherita.
     
    Ora contemplo la mia scrivania vuota.
    Dopo gli esami è sempre una soddisfazione ripulirla e riordinarla. A breve però mi rimetterò a prepare gli ultimi esami. E sarà di nuovo caos lì sopra. Il mio caos.