Nunzia's profileLe Cronache di PonziaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 30

    Sorriso

     
    Con un'amica è facile trovare il sorriso....

    November 28

    AAA ISPIRAZIONE CERCASI

    Sono furiosa con me stessa.
     
    La causa del mio abbandono degli studi,se non mi sblocco, sarà una dannata relazione di letteratura.
    Non riesco a scrivere nulla che mi soddisfi, i fogli sono dei campi di battaglia che strappo.
    La mia testa è vuota. 
    Se in un primo tempo ci scherzavo su, ora non mi riesce neanche di sorridere.
    Sono furiosa con la mia inconcludenza.
    Mi sono rimpinzata di biscotti per il nervoso e ora ho lo stomaco sottosopra (più i sensi di colpa, ovvio).
     
    UFFA!
    E il mio nervosismo aumenta.
     
    Come odio questa situazione.... Spero di risolverla presto.

    Angel Cry by ~Digitalsoldier on deviantART

     
    November 24

    Il prof. Odifreddi fa lezione in teatro

    Ieri sera sono andata a vedere Matematico e impertinente. Un varietà differenziale, prodotto dalla Promo Music, di e con Piergiorgio Odifreddi; con l'attrice Selena Khoo e le musiche di Valentino Corvino e C-Project, per la regia di Fabio Massimo Iaquone che è anche autore delle creazioni visive.
     Dopo questo spettacolo, fuori dal teatro la gente era lì a discutere quando di solito fugge a casa. Chissà, forse complice era il fatto che fosse venerdì sera.... Tutti ne parlavano benissimo, tutti  l'elogiavano.  E io lì che cercavo di metabolizzare la cosa chiedendomi: ma cosa ho visto alla fine? Siamo sicuri che fosse uno spettacolo di una stagione di prosa? Ma dov'era il teatro, non l'ho visto!!Sta a vedere che alla fine di teatro non ci capisco una mazza!
    Ero l'unica a non essere così entusiasta.
    Lo spazio scenico si presenta circoscritto da teli bianchi, estesi fino alle quinte.  Nella parte opposta al palco, infondo alla platea troneggia una bella fetta dell'ultima tecnologia: vari computers, un mixer gigantesco, un video piettore da capogiro, ecc.  Dunque scena virtuale, o per lo meno mi aspetto dei grossi giochi di luci, immagini, movimento.
    Devo dire che la commistione di diversi linguaggi all'interno di uno spettacolo performativo mi affascina e non ci vedo nulla di male nell'uso della multimedialità in teatro...purchè abbia un senso e non sia sterilirmente fine a se stessa.
    Ora non voglio fare la cattiva e limitarmi a stangare, perchè il solo fatto che mi ritrovo a scrivere e a parlarne significa che il prof. Piergiorgio Odifreddi qualcosa ha combinato e il suo spettacolo non è precipitato nell'indifferenza glaciale (il che sarebbe peggio di un fiasco colossale).  Peccato per lui che io non m'interroghi su ciò che ha detto, nè tanto meno mi metto ad analizzare pedissequamente il suo operato.  La mia riflessione certamente parte da qui, ma va' a parare da un'altra parte:  al TEATRO.
    Mi affiora di nuovo quella domanda che in tanti hanno provato a dare una risposta:  cos'è il teatro?
    Semplicemente perchè ciò che ho visto ieri sera sul palcoscenico non lo ritenevo teatro, ma un paradosso del teatro.
    Mi vedo un prof. che sale in cattedra (pardon, in palcoscenico) e parla di elementi di geometria, di fisica, filosofia e legge l'intera abiura di Galileo (seppur un po' rimaneggiata)...tutta roba che se si perlustra nella mente si scovano nel sottosuolo delle reminiscenze scolastiche.
    Per carità, parla benissimo, spiega tutto in modo chiaro ed elementare.  Il linguaggio che usa, sebbene tratta argomenti di una certa complessità, è scorrevole e comprensibile per chiunque abbia voglia di mettere in moto il cervello al seguito dei suoi ragionamenti.  Con la sua affabilità e voce carismatica intrattiene abbastanza bene un pubblico variegato.
    Ma questo non è fare teatro!!!
    Ed eccoci al punto.  Forse è bene fare una distinzione all'interno della parola TEATRO.  Con questa parola (chiacchierando in maniera molto spicciola) si designa generalmente il luogo, l'edificio del teatro all'italiana maggiormente, in cui avviene l'atto performativo;  oppure l'arte con il suo linguaggio connesso a questo.
    Se si considera che in fondo la teatralità è insita nella nostra quotidianità senza che ce ne accorgiamo, allora anche il Matematico impertinente può essere un momento di teatro.  Basta semplicemente pensare ai politici che tengono i comizi per i loro pubblico di elettori o ai professori che insegnano agli studenti.  Le persone che hanno a che fare con la comunicazione con un pubblico qualsiasi, ricorrono spontaneamente al loro lato istrionico.  Senza andare tanto lontano, basta semplicemente osservare con che cura ognuno di noi si prepara prima di uscire di casa, un po' come un attore che si prepara nel suo camerino prima di andare in scena.
    Tutto questo discorso non è di certo una novità!
    Se però ci si limita a questo, allora dove va a finire l'arte?  Dov'è il genio?
    Lo spettacolo del professore era una semplice LEZIONE o conferenza SPETTACOLARIZZATA.  Ricorrere agli elementi performativi tipici del linguaggio teatrale e usarli in favore di una "conversazione" sulla matematica non significa certo fare teatro.  Questo è varietà, come dice il sottotitolo.  Ma allora cosa ci azzecca con una stagione di prosa?
    Il professore tratta in generale sette tematiche intervallate da pause, grazie alle quali  si esibisce la bravissima quanto elegante e aggraziata performer giapponese Selena Khoo, o lasciano spazio alle incursioni dei musiscisti.  Tutto questo è corredato da immagini, forme astratte e no, giochi di luce, che riempono lo spazio scenico, spinti in una ricerca dell'evocatività attraverso l'estetica visiva.
    Dopo ogni pausa evocativa, che cerca in qualche modo di accendere una scintilla di magia e di mistero, ecco che arriva il professore con la sua cartelletta argentata esordendo con un "Ecco, avete visto ora....", e quel briciolo di magia che poteva essere nato, puf, svanisce.
    Tutto ciò non poteva che lasciarmi perplessa.  Molto perplessa.
    Senza contare quel gigantesco cronometro a lato del palcoscenico che scandisce il tempo, come a dirti che tutto è calcolato.  Non è ammesso l'imprevisto.   Asettico.
    Comunque questa lezione spettacolarizzata la seguo fino alla fine, tanto per vedere dove vuole andare a parare. 
    Chiude trattando il tema del paradosso, passando attraverso l'illustrazione di ciò che accomuna la matematica con il teatro, per giungere infine all'eterna questione del rapporto del binomio finzione-verità intrinseca alla natura stessa del teatro.  Un bel giro di parole per dire quanti altri artisti e geni hanno già fatto prima di lui con le loro opere e creazioni (basta seplicemente sbirciare la storia del teatro per accorgersene).
    Da diverso tempo molti artisti fanno teatro in spazi alternativi, l'edificio del teatro all'italiana è solo una delle varie possibilità di spazi scenici dove esibirsi.
    Da diverso tempo i teatri all'italiana fungono come luogo d'incontro per conferenze o presentazioni dichissacosa, come una sorta di auditorium.
    Il professore da parte sua si è divertito a fare lezione, distuggendo ogni magia possibile, nel luogo per eccellenza dove dominano la suprema verità e la suprema finzione.  Invece di presentare il suo libro in una qualsiasi libreria o conferenza stampa, ha scelto di girare per i teatri, di fare leva sulla potenza comunicativa e aspetto pedagogico di questi.
    Lui promuove i suoi pensieri e il suo ultimo libro e il pubblico contento, affascinato dalle prodigiose immagini virtuali, esce fuori grato per avregli fatto fare ginnastica alla mente.
     
    November 22

    Mublemublemublemublemuble

     
    GRRRRRRRRRRRRRRRRR.......SLENG SLENG SLENG.......UFFFFF UFFFF UFFF.........
    GRRRRRRRRRRRRRRRRR..........SLENG SLENG SLENG.........UFFFFF UFFF UFFFF.......
     
    Forse potrebbe essere la vecchia caffettiera che brontola su fuoco cercando di spremere un po' di caffè come una vecchia marmitta fracassata di un macinino che non ne vuole sapere di partire dopo la messa in moto....
     
    No questi versi sono del mio cervello che rimugina, sigh, sob!  In lacrime
    Davvero, è una cosa paradossale, più che incredibile: frequentare una facoltà di lettere, essere prossima alla laurea e scornarsi con l'ultimissima relazione su Fenoglio da scrivere!!!!!
     
    Ho riletto per la seconda volta TUTTA la saga del partigiano Jhonny (che NON mi è dispiaciuta affatto, anzi...lo consiglio di leggere a tutti perchè è davvero bella!), ma non riesco a riordinare i pensieri per mettere in fila qualcosa di decente.
    Il guaio è che penso al professore al quale è destinata...e mi prende lo sconforto (è un tipo tosto e non è certo il caso di prenderlo sotto gamba).
     
    Così sprofondo, mentre il tempo scorre, o meglio, vola! E io vorrei cominciare a trafficare con la tesi, uffa! Che stato d'insofferenza!!!
    Ah già, poi mi manca l'ultimoultimoultimo esame di St. filosofia. Voglio davvero ridere quando ci metterò mano. Ahimè, gli ultimi metri sono sempre i più difficili e chissà perchè sembra che si allunghino.
     
    Tuttavia sono MOOOOOlto fiduciosa e sono sicura che almeno gli esami li terminerò nella sessione invernale.
     
    Nel frattempo che il mio cervello si mette in moto canticchio insieme al Gallo Cantastorie Sorriso

         

    November 21

    Coralità

     
    "I guai per un regista che, in Italia, deve mettere in scena un autore, classico o moderno, che adopera il coro, cominciano proprio da lì, dal coro.  Gli italiani usano praticare, e assai si dilettano nel farlo, solamente il canto corale dal Nabucco a Lassù sulle montagne;  ho conosciuto alti magistrati e fruttivendoli, primari e commessi che puntualmente si ritrovavano in una corale e lì passavano ore cantando insieme in letizia.  Ma appena dal canto corale si passa al coro parlato, le cose cangiano radicalmente.  Tutto lo sfrenato individualismo italico viene a galla di colpo.  E si tenga presente che, se un italiano normale ha un livello pari a cento d'individualismo, l'italiano attore tocca quota mille.  Disciplinare gli attori entro le necessità di un coro è impresa in genere ardua:  ogni componente pretende di essere un solista, ci prova e fino a che non viene ridotto, con le buone o con le cattive, alla ragione, il coro risulterà vulnerato da dissonanze incredibili."
    Andrea Camilleri, Le parole raccontate, Rizzoli.
     
    Lunedì sera pensavo al mio amatissimo Camilleri, mentre vedevo le prove andare verso lo sfacelo.
    Come Camilleri?? Ma non è lo scrittore, il papà del commissario Montalbano? Sì, sì, proprio lui. E prima di dedicarsi alla letteratura è stato un uomo di teatro, ovvero un regista!!!
    E ha scritto questo piccolo libro dal quale ho tratto la citazione, un libro che adoro particolarmente perchè parla di teatro, ma in un modo così semplice che è alla portata di tutti, persino dei più ignoranti.
    Infatti il sottotitolo dice:  Piccolo dizionario dei termini teatrali.
    Un dizionario tutto speciale, devo dire, perchè non dà definizioni accademiche delle parole come ad esempio palcoscenico, attore ecc., ma le spiega raccontando  degli aneddoti gustosi legati a queste. Ogni volta che li rileggo mi sembra di  sbirciare un mondo magico, o almeno ho questa illusione. (Eh lo so, sono una matta sognatrice. E me ne vanto, hihihi!!!)
     
    Per cause di forza maggiore, il regista dello spettacolo a cui sto partecipando, lunedì non ha potuto presenziare alle prove.
    Il risultato è stata una bella baraonda!!! La povera assistente aveva il compito ingrato di seguirci, ma il guaio era che ogni due battute ci si fermava e si stava a sindacalizzare su qualsiasi cosa: tu stai qui, no io sto lì; la candela va qui, no va lì;  ma prima c'è questo pezzo, no è dopo, no non c'era;  ma siamo sicuri che era così, ma io ricordo che era colì..............
    AIUTO! Nessuno si ricordava una mazza, sembrava che nessuno avesse studiato. No, anzi, forse avevamo studiato, ma dei copioni completamente diversi!!!!! Ognuno di noi ricordava una propria soluzione scenica che cercava poi di imporre agli altri. E se anche si arrivava ad un compromesso,  ad una soluzione comune, c'era sempre chi doveva ciacolare, chi aveva da ridere.
    Un casino del genere non lo sopporto ed ero arrivata a sospirare un pizzico di despotismo.
    Ancora non siamo un buon gruppo di lavoro consolidato, ancora ci conosciamo poco, ancora abbiamo provato pochissimo. E il tempo a nostra disposizione non è molto.  Così le prove non sono state granchè, io mi sono deconcentrata e non sono riuscita a compicciare nulla che mi soddisfacesse.
    Ero tentata di prendere in mano la situazione, di assumere io il ruolo della despota....ma non volevo scalzare nessuno, nè tanto meno offendere o causare una grossa polemica. Così me ne sono stata sulle mie.
    Però...da una parte tutto ciò mi suscitava una sorta di tenerezza, perchè ognuno cercava di impegnarsi come meglio poteva e di fare le cose per bene.  Peccato che non ci fosse il senso pratico....
     
    Vabbè, lunedì prossimo il regista sarà di nuovo tra noi e riprenderà le redini. E per il giorno dello spettacolo diventeremo così bravi che sapremo far fronte a qualsiasi imprevisto e risolvere ogni problema tempestivamente. Saremo un coro perfetto!!
    Almeno così mi auguro!!!SorrisoSorrisoSorriso
     

    by ~petitelise on deviantART

     
     
     
     

    November 13

    Igitus,igitus,abracazè! Prestate attenzione tutti a me!

     
    Oggi ho riabbracciato la mia amica Elena dopo diversi mesi e ne sono stata felicissima!
    Lei è una delle fantastiche amicizie che ho trovato all'università!!!
    Perciò dedico questo a lei.
     
    Prima dell'esame fatidico di St. lingua italiana (scritto), alle 8,30 del mattino io e lei ci vedemmo alla stazione del treno di Arezzo.
    Mattina gelida di gennaio inoltrato. Visi cadaverici, tipici di chi ha ripassato fino all'ultimo minuto utile. L'adrenalina che sale perchè come al solito temi di non ricordare un tubo. E cosa si fa per esorcizzare? Beh Ela dal suo lettorino (bellissimo) mp3 estrae uno dei favolosi  momenti de La spada nella roccia. Mentre ci avviavamo al supplizio, come matte, con gli auricolari alle orecchie cantavamo questa canzone, sperando che la magia giungesse in nostro soccorso....
     
    Per la cronaca: l'esame fu pesante, io avevo la mano che mi faceva male per quanto avevo scritto...ma andò alla grande! Non so, forse è stato merito di Merlino che era riuscito ad allentare i nostri provati nervi in qualche modo!!
     
    Mi raccomando Ela, quando e semmai ti dovvesse capitare una crisi di nervi...ripensa alle parole magiche!!!!
    (Mmmm, forse questo consiglio non è male se lo seguo pure io....A bocca aperta)
     
    Io, questa volta, per il fatidico giorno in cui sarai nominata dottoressa (per la magistrale!), cercherò di esserci!
     
    E chissà che riesca, prima o poi, un giorno, a venire da te, nel tuo alloggio parigino.....
     
     

         

    Ps. ma vogliamo parlare poi di quello sfigato e poveraccio del lupo??

    November 12

    Le assurdità di un mondo che si reputa civile

     
    Ora probabilmente mi chiamo addosso tutte le ire e quanto altro degli ultrà...però MISERIACCIA NERA (e mi tengo leggera nei turpiloqui) perchè tutta questa violenza?? Perchè uno ci deve rimettere le penne nel modo più assurdo?
    Perchè un paese che si reputa civile deve, ogni santa domenica, lanciare un dispiegamento di forze esagerato per impedire a degli imbecilli di fare guai? Magari pure quei poliziotti vorrebbero vedere la partita in santa pace, magari stare con gli amici o le famiglie la domenica invece di badare a degli idioti che vogliono solo menare le mani!! !
    E alla fine uno che fa le spese, uno che muore c'è sempre!!!  Ma mica siamo in guerra!!??
    Ma dico, è possibile una cosa del genere? E soprattutto, ha senso?
    Il calcio è un gioco, dannazione, non un pretesto per dar foga alla rabbia e alla violenza.
    Davanti a tutto questo penso che alla fine erano più civili gi antichi Romani che andavano ad assistere i combattimenti dei gladiatori...che tristezza.
     
    D'accordo tifare per la propria squadra, d'accordo essere appassionati e vivere le emozioni...ma MORIRE realmente e SACTENARE UN INFERNO non lo concepisco proprio.
    Alla fine invece il gioco del calcio è solo un pretesto per fare emergere tutta la più ignobile bestialità, un pretesto per scannarsi e basta...ma perchè?
     
    Questa è malattia. Un brutto incubo.
     
    VIOLENZA, VIOLENZA,VIOLENZA. SOLO VIOLENZA.
     
    Al di là della dinamica dell'ultimo avvenimento (che non era l'ennesimo scontro apocalittico), un altro uomo è morto inutilmente.
     
    Ora un po' di polemica, cordoglio, tanti buoni propositi...e poi tutto come prima.
    November 07

    Un saluto per "l'ultimo cronista"

     
     
    Alla fine se n'è andato anche Biagi.
     
    Mi è dispiaciuto.  Dispiace quando uomini grandi come lui (e negli ultimi anni ne sono stati diversi) se ne vanno.  Pensi che non sia reale, che non sia possibile.  Pensi che uomini come lui restino per sempre.  E invece una mattina ti svegli e senti la radio che comunica che lui non c'è più.
     
    Biagi se n'è andato.
     
    Il mio è un semplice saluto:  BUON VIAGGIO ENZO BIAGI!
    November 04

    Teatrando

     
     
    Guardate bene questa immagine.  Guardatela.
     
    Sarà la mia prossima parte che interpreterò!!!
     
    Eh sì, il mio caro teatro ha colpito ancora e il brivido del palcoscenico, la magia della suprema finzione, quel sogno portentoso...insomma ci sono ricascata. Non ho saputo resistere al richiamo e mi ci sono buttata ben volentieri.
     
    Le ACLI qui da me hanno organizzato un bel laboratorio teatrale finalizzato alla messinscena di uno spettacolo per Natale. C'è già la data:  il 23dicembre, ma si aspettano ancora le conferme.  Questo bel laboratorio che ho iniziato ben tre settimane fa, è tenuto da una mia vecchia conoscenza:  Roberto Biselli, regista di professione, del Teatro di Sacco di Perugia.
    Perchè mia vecchia conoscenza? Perchè io in passato avevo già partecipato ad un suo laboratorio...quando ero una liceale in attesa di cadere dall'albero (ovvero in attesa del calvario della maturità).  L'ultimo spettacolo che ho fatto alle superiori portava la firma del caro Roberto (per la cronaca ha collaborato con la mia scuola per circa un paio d'anni).
    Sinceramente all'inizio non ero convita di partecipare e non perchè dubitassi delle capacità di Roberto (che è veramente un bravo regista)...ma perchè, è brutto dirlo, non mi sentivo di iniziare questa nuova avventura.
     
    Aggiungiamo però due amici che insistono, e in particolare una amica che chiama il giorno prima e riesce ad essere MOLTO persuasiva.
    Aggiungiamo che, in fondo in fondo, la voglia che mi solleticava il giusto c'era.
    Aggiungiamo che il modo di lavorare di Roberto mi piace molto.
    Aggiungiamo il caro buon vecchio studio che sa come snervarti e che urge una bella valvola di sfogo.
     
    Risultato: il lunedì sera ero lì al primo incontro. E m'iscrivo ancora prima di cominciare senza battere ciglio.
     
    E mi sono divertita come una pazza!!
     
    Va bene, non ero impreparata rispetto alle altre persone presenti, tra le quali c'è chi è digiuno completo di teatro. Sapevo che per questo si ripartiva dall'ABC. Ma cosa importa...tanto ero bella che arrugginita, e una rispolverata fa sempre bene.
    E poi il lavoro di Roberto differisce da quello classico accademico.  Lui lavora molto con l'emozioni, la musica il corpo e la sua interazione con lo spazio.  Insomma: SI LAVORA E SI SUDA!!
    A parlarne così, il tutto sembra solo elementi campati in aria. E chi vede gli esercizi di riscaldamento pensa che siamo una banda di matti.  Per capire è necessario fare. O se no basta venire a vedere lo spettacolo finale che noi realizzeremo, semplice no?
     
    Il gruppo di lavoro che si è formato è molto interessante: a parte il fatto che siamo tutte donne meno uno (e non è il regista per fortuna) c'è molta eterogeneità. Si va dai 17 anni ai 66 anni!
    E cosa combineremo? Beh, in prospettiva del Natale mi sembra logico che racconteremo una bella fabula umbra. Sarà un lavoro corale.
     Il testo è stato scelto e devo dire che mi piace molto. S'intitola Pietro Baliardi ed è tratto da "La vacca che bevve la luna". 
    C'è di tutto: abbiamo il super cattivo, un'anima da salvare, magie, le forze del bene che si scontrano con le forze del male.
    E allora cosa centra il cavallo infuocato? Il male è spesso raffigurato come un cavallo infernale.  Diciamo che una delle forme che a volte assume diavolo.  Ecco è svelato: io rappresenterò il Male, che qui compare con sembianze equine!
    Chissà perchè quando ho chiesto a Massimo "indovina che parte farò" , lui non ha avuto dubbi....
    Comunque io non sarò solo il Male. Ho già detto che sarà un lavoro corale e solo all'occorrenza assumerò questo ruolo.
     Immagino che nessuno abbia capito un fico secco. Meglio così. Non era mia intenzione di svelare tutte le carte in tavola, almeno fino a quando non sarà realizzato lo spettacolo!
     
    Ci sarà da divertirsi, hehehe!
     
    Ps.- se sono riuscita a incuriosire qualcuno, lo spettacolo è a ingresso gratutio presso l'auditorium S.Antonio