Nunzia's profileLe Cronache di PonziaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 27 "Io e te tre metri sopra il cielo"
Ieri sera su Italia1 c'era 3 Metri Sopra il Cielo (l'abbreviazione MSC mi fa troppo crociera...) e ho deciso di vederlo, se non altro per capire il perchè dei muri tappezzati con la scritta "Io e te 3 MSC", oltre al fatto che altro di meglio, qualche altra cosa che suscitasse il mio interesse, non c'era. Devo dire che ultimamente la cara vecchia tele mi annoia.
Il libro non l'ho mai letto e forse è meglio del film. Chissà.
La storia d'amore in generale, lui e lei che s'incontrano/si scontrano, è universale, un tema che non conosce tramonto. Io per prima , da brava romantica, sentimentale, sognatrice, ecc. ... mi ci faccio prendere. Il punto è che ci sono storie e storie, e come queste storie sono raccontate, come sono costruite, che attrattive offrono i personaggi. Una storia d'amore, se è brutta, con anche tutta la buona voltontà, resta brutta.
E veniamo al film in questione.
Brutto brutto non è, ma è lo stesso niente di che. Un filmetto leggero, un po' caotico, tutto sommato piacevole, ideale per quelle serate prive d'ispirazione.
Come posso però biasimare tutti i teenagers che si sono fatti conquistare? Per quanto la storia sia fittizia, è contemporanea, vicina a loro: i genitori alto-borghesi che non capiscono mai, sempre lontani e pronti in caso a bacchettare (piccola eccezione per il papà di Babi: poca spina dorsale, ma almeno si concede una partita a biliardo con Step); la perfida prof. di latino, che da brava terrorista non vedo l'ora di cogliere in castagna le sue alunne, in particolare la protagonista; le feste, la discoteca, le corse folli in moto, le segate a scuola, la maturità... impossibile non identificarsi, non farsi coinvolgere.
Come biasimare tutte coloro che sono impazzite per Sep/Scamarcio?
Bello, tenebroso, con quello sguardo magnetico che nasconde il suo animo sensibile e dolce? Un figlio di papà ribelle (con alle spalle un bel problema edipico, giusto accennato), pronto a menare e a sfoderare testate a destra e amanca, che sfreccia con la sua moto? Un ragazzo che per gli amici si fa in quattro e come s'innamora sul serio, cerca di fare del suo meglio per la sua lei? Ed ecco la scritta sul muro, i fiori sul banco di scuola, le gite al mare, i bagni notturni, trasgerssioni varie...
Come biasimarle, uno che addirittura per la prima volta della sua lei orgniazza uno scenario da favola, si prodiga per farla stare al top e alla fine le dice pure il fatidico TI AMO! (il sogno di tutte).
No, non si può biasimarle.
E lei? Così carina, dalla figura delicata che cela il bel caratterino. All'occorrenza mena pure lei, i piedi in testa non se li fa mettere. Una tipa coraggiosa, dolce e allegra, non certo una lagnosa sciacquetta. La coppia perfetta. Come non sognare insieme a loro?
Poi ovviamente, come in tutte le coppie, arrivano i problemi.
Finisce l'innamoramento idilliaco, si scende dai tre metri sopra al cielo, e s'inizia a fare sul serio. E i due dolci ragazzi non reggono. I loro due mondi continuano a restare distanti. Lui continua a fare la sua vita spericolata e le sue cazzate. Lei allora si fa prendere da crisi isteriche tutte le volte. Gli urla sempre "Basta, non ti voglio più vedere!", e lui subito corre, scazzotta e fa in modo di farsi perdonare. E si va avanti così con questo tira e molla, fino a quando non succede una bella tragedia che li divide del tutto.. Giustamente, invece di affrontare i problemi, è meglio dire basta, no? In fondo loro erano troppo diversi, no? E soffrono come cani. Passano dei mesi e non si vedono. Intanto suona Tiziano Ferro (ehm...).
Alla fine lui scopre che lei si è messa con un altro, il classico bravo ragazzo che piace a mammà. Si vede però lontano un miglio che lei non è felice, che pensa ancora a lui. Lui ci rimane di merda, rinuncia definitivamnte a lei e si sfoga andando in moto.
Che separazione avvicente!
Resta però il bellissimo ricordo di quel loro presente vissuto intensamente. Wow!
Come, dico, come non sognare con una storia così? Anche se tutto il film alla fine è un piattume, mezzo steriotipato, anche se i personaggi (poco approfonditi) non crescono più di tanto, la storia resta magica, eh già!
Quando io avevo 14 anni c'era Titanic.
Vogliamo mettere il film Titanic con questo qua? Non c'è paragone. Vero, c'era la Dicapriomania (pure io ci sono cascata e in fondo va bene così), però al di là di questo, Titanic resta un gran film.
Senza offendere nessuno, ma a me a 14 anni è andata decisamente meglio.
![]() February 22 Prodezze(!)Ma vedi un po' quali prodezze riesco a compiere!! Non è una novità per nessuno che io sia una fan dei Peanuts, basta semplicemente leggiucchiare un po' qui nel blog o entrare in camera mia: su una delle pareti c'è un bellissimo poster con Snoopy che dorme sulla luna insieme al fido Woodstock. Da piccola frequentavo molto la biblioteca comunale e tra gli scaffali (eh sì, la mia biblioteca cittadina è a scaffalatura aperta, che bello!) nel reparto "ragazzi" c'era pure quello dedicato ai fumetti: dei bei volumoni di Diabolik, Dylan Dog e uno dei Peanuts del grande Charles M. Schulz. Quel volume in particolare lo amavo. Mi ricordo che cadeva un po' a pezzi, tante le volte che era stato letto o sfogliato. Raccoglieva tutte le vignette più belle, tutte a colori, a partire dalla fine degli anni '50 per arrivare...Oddio, non mi ricordo..mi sa fino anni '80... ? Non ricordo proprio, sigh! C'era una storia che mi piaceva da matti, che non facevo che rileggere, e raccontava di quando Snoopy si rompeva una zampa. Era divertentissimo vedere questo brachetto antropomorfo alle prese con le stampelle e con questo "piedone" che si ritrovava a causa del mega gesso! Non si perdeva d'animo però: riusciva lo stesso a giocare a baseball, mangiare dalla sua ciotola, litigare col gatto dei vicini... e puniva tutti coloro che lo prendevano in giro suonado il suo gesso sulla loro testa. Ora, per chi non lo sa, esistono anche i tascabili Peanuts, che raccolgono una bella e nutrita selezione di tutte le vignette più belle, rigorosamente in bianco e nero. Sono ben 45 numeri! Io ovviamente ne possiedo alcuni, ma non quello che racconta questa storia. Qualche mese fa (ed eccoci arrivati alla mia prodezza!), ero all'Upim con mia mamma. C'erano in esposizione (e ovviamnte in vendita) que mobili in legno stile arte povera e fra questi una scrivania. Sulla scrivania c'era l'intera collezione dei tascabili Peanuts! E con mia grande gioia, non stavano lì solo per bellezza, ma per essere venduti! Mi ricordavo VAGAMENTE che la storia del gesso di Snoopy era intorno alla metà degli anni '70. Il mio cervello comincia a fare due conti veloci (sì, si mette a fare dei conti, proprio lui che odia la matematica! Infatti ha fatto dei conti seguendo una logica tutta sua...):
Dunque...muble muble...la storia è a metà anni '70... muble muble...i numeri sono 45 e arrivano agli anni '90... muble muble... quindi la storia si deve trovare orientativamente compresa nei numeri che vanno dal 25 al 30 sicuro... Abbandonata mia mamma, mi ero messa a sfogliare, velocemente, pagina per pagina, tutti i numeri dal 25 al 30 (ho una grande memoria visiva!). Niente, non la trovavo. Ricomincio da capo...voglio vedere l'anno preciso, su alcune delle vignette è annotato in piccolo insieme al copyright. La mia ricerca ripartiva così dal numero 21. Anche lì niente... sotto col 22 e...EUREKA! Miseria ladra, la storia era del 1976 ed è pubblicata sul numero 22 dei tascabili!!! Metto qui sotto giusto qualche vignetta (fosse per me le metterei tutte, hihi!), una di quando Snoopy cerca di spiegare come ha fatto a rompersi una zampa a Linus; l'altra di quando il simpatico brachetto riflette sul suo incidente.
February 20 Sotto la docciaLa doccia scorre. L'acqua calda scivola sulla mia pelle nuda e i capelli mi si appiccicano addosso. Si sono allungati...forse li dovrei tagliare un po'..e se gli ravvivassi il colore?
Odore di shampoo e di bagnoschiuma.
I pensieri vagano a caso e insieme a pezzi di ricordi si confondono nel vapore.
Sono nella selva oscura della tesi. Mi sono addentrata nella ricerca, sperando che presto le mie idee prendano forma e si concretizzino.
C'è poi un'allegra novità nell'aria, che non ha nulla a che fare con la mia carriera accademica, ma tutto dipende se sceglierò di sfruttarla. Ma la doccia, con il suo scrosciare mi libera di tutto per un po' . Restano solo l'emozioni, quelle dolci, quelle belle, quelle sognanti, quelle che mi fanno battere il cuore..quelle che mi ricordano di quanto sono innamorata di Massimo.
Così sorrido.
February 16 Fuyumi Souryo
Mars di Fuyumi Souryo Con il San Valentino da poco passato, torno a parlare di manga. Scrutando nel mio personale Olimpo la mia scelta oggi ricade sul Fuyumi Souryo. Rei e Kira. Due mondi apparentemente diversi. Lui, bulletto, donnaiolo, amante del rischio e bellissimo. L'idolo di tutte le ragazze. Lei timida, chiusa in se stessa, quasi apatica. Un'ombra isolata. Eppure, fra lo stupore gnerale, Rei e Kira s'innamorano, piano piano, giorno per giorno. Imparano a conoscersi fino a trovare nel loro amore la salvezza per entrambi. No, non è una semplice storia d'amore. Rei e Kira hanno un sacco di problemi: vivono in una società estranea ai giovani, insidiosa. Le istituzioni come la scuola non possono fare nulla per loro. Rei è rimasto profondamente segnato dalla morte di suo fratello gemello Sei, suicidatosi davanti a lui; ha perso la madre e ha un rapporto conflittuale con il padre. Gli piace correre con la sua Ducati e sfidare la morte. Kira fa fatica a relazionarsi con il mondo, sembra essere del tutto passiva; è una facile vittima per violenze e meschinità da parte dei suoi compagni (e pure da parte di qualche insegnante); non ha nessuno se non una madre e un partigno con i quali non si può dire che vada d'accordo. Il suo unico sfogo è dipingere. E gli amici? Beh lungo il loro cammino per fortuna ne troveranno...Sono due ragazzi profondamente feriti nell'animo e sembra quasi che il mondo non abbia nulla da offrire loro. Questa è la situazione di partenza di Mars, uno dei più bei manga pubblicati, con il quale ha esordito qui in Italia la fantastica Fuyumi Souryo. Un manga che ho adorato tantissimo e mi ha accompagnata durante gli anni di liceo.
Mars di Fuyumi Souryo
Dopo il successo di Mars sono state pubblicate anche raccolte di racconti brevi (tutti bellissimi!) come Doll (incentrato sul mondo della danza) Sole Maledetto, Never Endig Heart, Cactus. Storie di crescita, di ambiziosi sogni da realizzare, solitudini, amori e amicizie, rivalità e gelosie, bassezze e meschinità, vita e morte; tutte raccontate senza scadere in moralismo retorico o stucchevole buonismo. Autrice di grande sensibilità, Fuyumi Souryo, affronta tematiche anche spinose con notevole introspezione psicologica, ochestrando tutto con grande attenzione ed evitando banalità e melodramma. Questo grazie anche al suo stile. Le sue tavole sono a diri poco affascinanti, per quanto possano apparire scarne. Con il tempo devo dire che il suo tratto è divntato sempre più preciso, "pulito" e la narrazione sempre più cinematografica, come nel caso di ES.
ES di Fuyumi Souryo Qui l'autrice si cimenta con una storia fantascientifica alquanto inquietante, da lasciare completamente di stucco. Ho avuto la fortuna di leggere tutta la serie completa in un colpo solo (i volumetti sono stati pubblicati a distanza di sei mesi l'uno dall'altro). Appena l'ho finito ho ricominciato subito a rileggerlo da capo, tanto ero stata presa! ES, ovvero Eternal Sabbath, è il gene della vita eterna creato in grande segretezza in un centro di ricerche. Colui che ha in sè questo gene ha la capacità di leggere i cuori delle persone, di suggestionarle e quindi di riprogrammare a piacimento il cervello di queste. I portatori sono due persone: il primo Shuro, l'es originale, il secondo Isak, il suo clone. Se il primo può essere docile e semplicemente curioso di conoscere le dinamiche umane, il secondo è divorato da un odio profodo che lo rende estremamente violento oltre che perverso. Ma non tutte le persone subiscono il potere di Es, tra le quali la dottoressa Mine Cujo, uno dei personaggi protagonisti. Grazie ad un'idea del genere, l'autrice si diletta ad esplorare in profondità tutte le sfumature dei caratteri dei suoi protagonisti. Questa storia davvero intricata, è piena di atmosfere oniriche, a volte persino da incubo, con dei risvolti psicologici pazzeschi. Ma l'azione non è assolutamente assente, anzi! Scontri violenti, grandi battaglie e suspance non mancano di certo... Da restare senza fiato. E ora sapete a cosa sta lavorando la Souryo? Ha deciso di cimentarsi con la Storia narrando le vicende del nostro Cesare Borgia!Per un'operazione di questo tipo si dice che si sia affidata all'aiuto di storici e docenti universitari...sono già usciti i primi due volumi di Cesare in un' edizione davvero elegante (che ancora non ho avuto la possibilità di leggere, sigh!).Non è la prima autrice giapponese che resta affascinata da questo grande personaggio storico italiano. Non c'è che dire la nostra storia e quella europea in generale continua sempre a solleticare la fantasia di tutti...
ps. Chi vuol vedere una una buona gallery di questa autrice clicchi QUI
POST POST SCRITTUM: L'intervento è nato per due motivi principali: il primo perchè ho risfogliato per l'ennesima volta Mars Gaiden (volumetto contenente storie brevi più un episodio antecedente a Mars, una specie di "episodio pilota" per intenderci) e per il fatto che non vedo l'ora di poter leggere anche Cesare; il secondo è alla faccia di chi ha i pregiudizzi sui manga. Tempo fa mi sono sentita dire frasi tipo "I manga sono pornografia", oppure che gli shojo sono illegibili perchè stucchevoli. Destesto quando si generalizza, è un po' come dire che tutto il cinema fa schifo. I manga sono come i libri o il cinema:c'è di tutto e per tutti i gusti. Compreso il porno (nessuno è santo). Esistono però anche capolavori (molti per di più e di vario genere), vere perle come quelle che crea la Souryo. February 07 Canone InversoSulle origini degli strumenti ad arco si narra che la dea Parvati, sposa di Shiva, impietosita dal destino cui andava incontro l'uomo nella sua avventura terrena, avesse deciso di donargli qualcosa per proteggerlo dai demoni e fargli ritrovare anche sulla terra, qualora lo volesse, il mondo degli dèi. Ma Shiva, geloso di queste attenzioni, con un sol colpo distrusse il suo dono. I frammenti caddero nei mari e sulle foreste, e diedero vita alle conchiglie e alle testuggini, si impressero nel legno degli alberi, discesero fin nei lombi della donna. All'uomo arrivò, intatto, solo l'arco, ma questo fu usato per molte generazioni come un'arma. Fu la prima corda vibrante. Dovettero passare molte ere divine perchè l'uomo riuscisse a costruire con un guscio di tartaruga il suo primo liuto, che però veniva ancora pizzicato con le dita. Ma fu solo all'approssimarsi dell'ultima e più temibile èra che l'uomo scoprì come il suo arco potesse servire per far vibrare le corde e imitare così quel suono continuo che aveva generato il mondo, il soffio emanato dalle vesti roteanti di Shiva, il dio danzante, Colui che regge e mantiene l'ordine dell'universo. da Paolo Maurensig, Canone Inverso
Il romanzo di Canone Inverso è molto diverso dal film, realizzato da Tognazzi, che vanta come pregio la meravigliosa colonna sonora firmata da Ennio Morricone (che ovviamente ho, hihi!). Insieme a La Variante di Luneburg rappresenta,secondo me, il meglio della produzione di Maurensig. Protagonisti sono la musica, in Canone Inverso; gli scacchi ne La variante di Luneburg. Abbiamo quindi un violinista e scacchista che si muovono a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e che hanno a che fare con la persecuzione ebraica, tema evidentemente caro all'autore.Ciò che accomuna i due romanzi è lo stile, o meglio, la modalità della narrazione: Maurensig si muove con grande fluidità attraverso le linee del tempo, intrecciando con grande abilità le vite e i destini dei suoi personaggi, sempre misteriosi e pieni di segreti. Solo all'ultima pagina il lettore avrà nella sua mente il quadro completo di tutta la vicenda, anche se qualche zona d'ombra volutamente rimane (ma si possono illuminare facilmente, basta leggere con attenzione e non subire i romanzi passivamente). February 03 Chi ha diritto ai diritti dell'uomoOggi sono andata alla presentazione di un libro molto particolare, pubblicato per il 60° anniversario dei Diritti dell'Uomo.
Questo libro è fuori catalogo, non si trova presso le librerie. Lo si può avere solo dietro libera offerta. Raccoglie alcuni degli elaborati vincitori che hanno partecipato al concorso locale annuale indetto dal Movimento per la Vita nell'arco di tempo che va dal 1991 al 2007.
Tra questi elaborati c'è anche una cosa che ho scritto io, ben 10 anni fa, nel 1998. Di questo ne avevo già parlato in un post precedente, initolato Il Tema.
Bene finalmente mi si è aperta la memoria.
A questo concorso, al quale le scuole annualmente sono invitate a partecipare, io partecipai sì, vinsi sì, MA nella categoria poesia.
La mia prof. fece scrivere a tutti i suoi alunni un elaborato per il tema di quell'anno, Chi ha diritto ai diritti dell'uomo?. Scelse poi quelli che reputava migliori e li inviò. Tra questi c'era pure un mio tema. Ma io poi, durante una noiosa interregoziona di storia, al ridosso dello scadere della domanda per partecipare al concorso, scrissi, sul retro di una fotocopia di esercizi di francese, una poesia su questo tema.
La feci leggere alla mia eterna compagna di banco e lei subito, contro la mia volontà, portò il foglietto alla prof. Io già mi aspettavo una sgridata perchè invece di ascoltare facevo altro. Non ci fu nessuna sgridata, ma una corsa per inviare in tempo la poesia.
Oggi, dopo tutto questo tempo, la mia poesia è tornata alla luce ed è stata pubblicata in un libro che forse non saranno molti a leggere.
Mia mamma ovviamente non poteva farsi sfuggire il libro (ah! le mamme!!), se non altro per ricordo.
Sfoglia, sfoglia, sfoglia, e alla fine eccoci davanti alla poesia stampata! Ma....noooo!! La punteggiatura è stata in parte modificata! E poi perchè alcuni versi iniziano con la lettera maiuscola se il punto non c'è? Un errore di Word?
All'ultimo verso c'era un errore grammaticale VOLUTO.....e l'hanno corretto!
Santa Pazienza!
Sarà pure un libro che pochi pochi leggeranno, però scoccia vedere le tue cose modificate!!
Io l'originale di quella poesia, scritta a matita con quella grafia un po' infantile, la conservo ancora...come conservo ancora il mio quadernetto dove l'avevo riportata poi in bella copia.
Perciò per consolarmi, mi faccio coraggio e, per il magro popolo dei miei lettori, pubblico qui di seguito la poesia in versione CORRETTA, esattamente come la scrissi a 14 anni.
Chi ha diritto ai diritti dell'uomo?
Scorre lento
il sangue
su questa Terra dilanaiata
che urla
esausta... disperata.
Noi
nuova generazione,
futuro del mondo
abbiamo il dovere
di rimediare.
Ma come fare
con alle spalle
una triste eredità civile e morale?
Soli o no
guidati dal cuore o no
affronteremo quel labirinto,
quel percorso così intricato
dei diritti civili e morali
che tutti e nessuno hanno.
Nunzia Negri,
IV D Liceo Classico 1997/98
By Anne Geddes February 02 Sei pronto per Paranoid Park?![]() Nessuno è mai pronto per Paranoid Park.
Non c'è una storia, il film è completamente anti-narrativo: tocca allo spettatore ricostruire il fatto, ma solo alla fine.
Gus Van Sant racconta stati d'animo e lo fa con grande poesia, con immagini suggestive, con una colonna sonora fantastica che omaggia il nostro Fellini e alternando riprese in super 8mm e in 35mm.
L'obiettivo della camera è puntato, quasi ossessivamente, sul giovane protagonista Alex. Lo segue da per tutto.
Un fatto gravissimo come un omicidio sconvolge la sua vita, lo getta in un'angoscia terribile e sembra che non ci sia nessuno in grado di aiutarlo.
Il mondo degli adulti è lontanissimo da lui e non solo sentimentalemte parlando, ma anche fisicamente nello spazio: li vediamo di spalle oppure i loro volti sono sempre sfocati. Emblematici sono alcuni dei dialoghi con i genitori: uno con la madre dove lei, grazie alla profondità di campo, appare nello sfondo, sul ciglio di una porta, semplicemente come un ombra, mentre Alex è in primo piano; un'altro con il padre dove lui è, sì vicino ad Alex, ma completamente sfocato e l'unica cosa che colpisce di lui sono i suoi tatuaggi.
Una massa indistinguibile di ragazzi si muove dietro di Alex durante il suoi lunghi (lenti) cammini per i corridoi della scuola; una storia sentimentale che non funziona tra Alex e la sua girlfriend; il nonsense del fratellino di Alex.
Un mondo così pieno d'indifferenza e solitudine in cui l'unica felicità è data dallo skateare, due sole persone sembrano sfiorare Alex: lo sguardo del poliziotto e un'amica di Alex, decisamente meno insipida dalla sua girlfriend, che forse rappresenta il suo spiraglio di luce.
Un film questo di grande poesia, come dicevo prima, che ti fa pensare, che ti colpisce con forza, ma con un guanto di velluto.
Un film questo che è indispensabile vederlo per capirlo, perchè spiegarlo a parole, secondo me, è abbastanza difficile, oltre che riduttivo.
Posso solo dire che, nonostante la grande tristezza e angoscia che ho provato, il film mi è piaciuto. |
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