Nunzia's profileLe Cronache di PonziaPhotosBlogListsMore Tools Help

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    February 26

    La mia scrivania

     
    La mia scrivania non ha più l'aspetto di appartenere a una studente. La mensolina che la sovrasta presenta allegramente alcune delle mie collane manga.
    "Sono carine, ordinate, belle da esibire" ha detto mio padre. Intorno a completare l'arredo, una moltitudine di animali di peleuches, fotografie incorniciate, portapenne, oggettini minuscoli stile sorpresa ovino kinder. Tutto accuratamente ordinato sullo sfondo della scrivania e sulla mensolina, davanti ai manga. Il resto è uno spazio vuoto. Non mi ero mai resa conto di avere una scrivania così spaziosa, o meglio, forse lo sapevo dato che ha sempre traboccato di libri, fogli, quaderni impilati a destra e a sinistra, e io studiavo in un piccolo ritaglio di spazio. Lì per lì, dopo l'avvenuta trasformazione, ho pensato che fosse un po' infantile, mentre i miei erano soddisfatti.
    A un mese dopo la conclusione dei miei studi, mio padre, geometra mancato, grande appassionato del gioco tetris e dotato di un rigoroso senso dell'ordine, mi ha posto l'ultimatum: o sistemavamo la mia scrivania con libreria annessa o passava lui per me al progetto "Attila".
    Considerando che io sono la calssica tipa che conserva sempre tutto, gelosa e possessiva delle mie cose (opero il prestito solo nei confronti delle persone che reputo degne della mia fiducia) mi sono rimboccata le maniche e ho assecondato la volontà di mio padre. A detta sua sono caotica, così è stato ben felice di essere lui il direttore dei lavori, e io l'ho lascato fare, mettendo una sola condizione: non buttare via niente (o almeno la decisione "monnezza" spettava esclusivamente a me).
    Nel giro di una giornata abbiamo svuotato tutto, rinforzato le mensole sostituendo le viti, pulito ogni millimetro (e ancora non siamo a primavera).
    La mia libreria era infagottata fino a quasi esplodere di così tanta roba che negli ultimi tempi era diventato un problema serio capire dove riporre le cose. In pochi metri cubi, infatti, erano costipati, o meglio accatastati selvaggiamente, una moltitudine di roba appartente a tre persone diverse: io, meo frate, mea madre. Qui entra in gioco l'abilità di mio padre di giocatore di tetris: ha riorganizzato la libreria in modo tale che tutto avesse un ordine preciso sfruttando ogni area possibile. Risultato: si sono creati nuovi spazi che non attendono altro di essere riempiti.
    Finito il lavoro ho esclamato: "Bene, posso finalmente comprare nuovi libri"."Non ci pensare neanche!!" è stata la risposta.
    Il pomeriggio stesso ho comprato L'eleganza del riccio.
    Mio padre non ha detto nulla, lo sapeva già fin dall'inizio che io avrei approfittato del suo piccolo miracolo.
    L'aspetto infantile della mia scrivania, dopo qualche settimana, non mi dispiace più. Quello che mi dispiace è che non ci passo più il tempo come una volta, un po' mi manca.
    La mia scrivania è sempre stato il mio rifugio, dove studiavo, sognavo, leggevo di nascosto i fumetti facendo finta di studiare e scrivevo quaderni su quaderni di tutto  ciò che mi passava per la testa. Resta sempre il mio luogo preferito per le mie letture e i miei sogni ancora adesso.
     

    Book nosing by *Tooshtoosh on deviantART

    Dove sono finita?

     
    winter fun by *jerry8448 on deviantART
     
     
     
    Maledetto tu sia freddo polare!
    Voglio, esigo, bramo la primaveraaaaaaaa!
    Nell'attesa me ne vado in giro sullo slittino in compagnia di un orso polare!
     In realtà lavoro molto con la mia fantasia, non nel senso che sto a braccia conserte sospirando  il caldo, ma cercando di dare forma ai miei progetti teatrali.
    Il mese di febbraio è stato molto ricco e, se non fosse per questo freddo,  questo mese mi sta piacendo molto più del precedente.
     
    -Ho debuttato in uno spettacolo basato sulle fiabe di Wilde, costruito iniseme a un'amica, e che da venerdì 20 presentiamo ai gruppi di scolarescehe in biblioteca comunale. Passata l'ansia da debutto, mi sto divertendo tantissimo.
    -Questo fine settimana lo passo recitando nello spettacolo Dramma Inconsistente di A. Campanile (per le info qui). La sola idea che replichiamo lo spettacolo in un centro d'igiene mentale è tutto un programma. Considerando poi che io ho fatto l'università in un ex manicomio...che sia un segno???
    -Ho sceneggiato Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di L. Sepulveda. Questo sarà il copione per i miei piccoli alunni e sono DISPERATA al pensiero di dirigere 20 bambini tra i nove e i dieci anni. So però che comunque vada sarà un successo (che umiltà! che modestia!).
    -Passo il tempo a casa ad ascoltare massicciamente musica, pensando a cosa questa mi suggerisce a livello emotivo e immaginario e...mi trovo sommersa da un mucchio di idee, una delle quali prevede il coinvolgimento di una mia vecchia conoscenza in campo artistico. Chi ne farà le spese saranno i miei poveri "studenti".
     
    Se non si è capito ancora mi sono fatta prendere completamente dal mio lavoretto d'insegnante, oltre che dai progetti dei Medem. Tutto questo fervore creativo mi elettrizza. Ecco dove sono finita: in compagnia di personaggi, note musicali di ogni genere, a vagare tra immagini e visioni.
      E poi..........
    Ho trascorso una serata magica di San Valentino, piena di emozioni, tenerezze e passioni, una di quelle serate che per le romantiche come me è indimenticabile. Max mi ha viziata e coccolata fino all'inverosimile e c'è mancato poco che io tornassi a casa con gli occhia forma di cuore (o forse ci sono tornata e non me ne sono accorta?).
    Ho riabbracciato Angela e fosse stato per me, sarei andata via all'ora cena. Mi ha portato un regalo e ha saputo farmi stare in apnea dalla sorpresa. Diavolo di un Facebook!
    (Io l'ho ricompensata rintronandola di chiacchiere )
     
    February 13

    4- L'anello d'argento: Novgorod

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    Dove eravamo rimasti?
    L'altra notte ho sognato alcuni paesaggi russi che ho visitato alla fine dell'estate, forse per via di questo freddo sferzante, e ho pensato che non sarebbe male riprendere con i post sulla russia, anche se di senso ne ha poco, visto che il più delle cose ormai le avrò accantonate da qualche parte della memoria. Voglio comunque provare.
     
    Novgorod è stata la mia penultima tappa all'interno del tour e fa parte dell'itinerario chiamato Anello d'argento, in quanto insieme a un'altra città circuisce San Pietroburgo, quindi siamo fuori dalla sfera di Mosca.
    l tragitto verso Novgorod lo ricordo come il più sfiancante in assoluto: siamo partiti da Uglich, ultima città dell'Anello d'oro a mezzogiorno e siamo arrivati a destinazione alle nove passate. Unica sosta per la pausa pranzo a Tver, o meglio in prossimità di Tver, in un risortante circondato dal bosco, tipo come gli agriturismi qui da noi.
    Come ho già scritto in precedenza, lungo le strade russe, almeno per quello che ho visto io, non c'è l'ombra di un'area di servizio. Per non scadere nel trasch, dico solo che la prima cosa che ho fatto appena giunta in albergo è stata quello di precipitarmi in un bagno che fosse bagno, senza neanche degnarmi dei bagagli (tanto c'erano i facchini...i soldi spesi meglio in quell'occasione!).
    Per chilometri il paesaggio era sempre monotono: grandi distese di prati in alternanza con distese di betulla. I viaggiatori come noi scarseggiavano, almeno fino a quando non siamo arrivati in prossimità di Novgorod, e lì abbiamo sperimentato il traffico russo a causa dei lavori in corso. In questi casi vale davvero il detto "tutto il mondo è paese".
    Gli ultimi chilometri sono stati avvolti da un atmosfera da fiaba: c'era un grande silenzio,eravamo solo noi sulla strada, la sera stava incalzando e da una nebbia bassissima emergevano le dacie, in progressione, man mano che ci avvicinavamo. Sembrava che il tempo si fosse fermato e che noi stessimo giungendo da un'altra dimensione. C'è stato un momento di sospensione collettiva credo, a me è mancato il fiato, ero sedotta dalla magia di quel paesaggio russo.
     
     
    Era freddo a Novgorod, si sentiva che ci stavamo avvicinando ai paesi nordici. Il sole da questa tappa in poi non l'ho più visto fno al mio ritorno in Italia. Pioveva spesso. Ci hanno spiegato poi che a San Pietroburgo e dintorni l'estate dura un mese, ovvero è a luglio. A partire dalla metà d'agosto è come se ci fosse già l'autunno inoltrato.C'era però qualcuno che, nonostante il tempo pessimo, alla nuotatina nel fiume non rinunciava...
     
     
    Che coraggio!
     
    In questa città abbiamo trovato uno dei musei più importanti di icone russe, una delle espressioni artistiche più significative del paese. Le icone sono dipinti a carattere religioso su tavole di legno. Molto affascinanti con i loro simboli.
     
    Il cremlino di Novgorod è molto grande, i colori dominanti sono il bianco delle pareti degli edifici e l'argento delle cupole. Forse non l'ho apprezzato abbastanza. Dopo aver visto tanti cremlini nelle città precedenti, non mi stupivo più. Ho pensato che questi centri storici a lungo andare fossero un po' monotoni e mi sarebbe piaciuto visitare la parte moderna della città, perchè Novgord non è un paese come i precedenti, è una grande città.Non c'era tempo però, dovevamo ripartire nel pomeriggio per la nostra penultima destinazione: San Pietroburgo.
    Questo è lo scotto da pagare dei viaggi organizzati, ma ancora oggi dico che ne è valsa la pena lo stesso, pur di visitare questi luoghi.
    February 03

    Per la serie "beata ignoranza"

     
    Oggi ho capito perchè da un mese mi astenevo dal guardare i tg (e non mi vergogno a dirlo):
     
    1. si scatena in me una violenta e accesa vena polemica su qualsiasi argomento, tanto da correre qui al blog e vomitare tutto ciò che mi passa per la testa, il che non trovo sia molto proficuo, perciò mi astengo;
    2. mi viene la depressione, perchè al di là di tutto penso: che paese (ma anche mondo) di m....... ;
    3. mi viene l'ansia da futuro e qua parte d'obbligo un "Che sarà, che sarà, che saràààààààà! Che sarà della mia vita chi lo saaaaaaaa?....";
    4. corro a cercare su internet annunci di lavoro (che mi fanno venir voglia di andarmi a spezzare la schiena tra campi di tabacco e pomodori) sospirando al ritmo di tre secondi;
    5.mi accorgo che i primi quattro punti mi fanno solo perdere tempo.
     
    Non mi va di deprimermi, non mi va di pensare che sia tutto nero, non mi va di avvelenarmi il fegato, preferisco fare l'egoista mediocre, quella che per intenderci ha già il suo quotidiano a cui pensare, piuttosto che stare ad avvilirmi per un mondo che a volte sembra davvero andare a rotoli. In fondo in questo mondo, in questo paese ci devo vivere, perciò...vado a trafficare con la mia creatività (se non si è nascosta in zone remote).