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日志


6月27日

Turista...per caso!

 

Mi sono messa davvero al lavoro con la tesi, anche se non procedo a vele spiegate come vorrei.  La calura di questi giorni non aiuta tanto, ma all’occorrenza c’è il santo ventilatore o il bunker, luogo molto polveroso, ma fresco.

Di Genova… cosa posso dire di Genova?

Beh, ovviamente è un porto di mare, ho visto una moltitudine di gente d’ogni nazionalità, tra turisti e abitanti.  È caotica, come solo sa esserlo una grande città, è colorata e piena di saliscendi che può fare benissimo concorrenza a Perugia.  I parcheggi sono cari un colpo, ma del resto gli spazi sono quelli che sono e tocca pagare.  Ho provato le crocchette di patate genovesi (diverse dai panzarotti campani) e la farinata di ceci, sia in versione standard sia con i carciofi e devo dire che l’ho adorata.  Sono andata in giro per il centro storico per i lunghissimi vicoli fino a giungere davanti al duomo. Non ci sono piazze ariose né strade ampie, tutto è molto…si può dire coercitivo? Beh, il sole almeno non arrivava a sferzare, perciò tra la brezza del mare e la costante ombra non sono stata a boccheggiare. L’acquario, no, non l’ho visitato, l’ho visto soltanto da fuori, si era fatto tardi.

Ma che ci sono andata fare allora?

Ecco la mia follia:  lunedì una mia cara amica aveva il provino per entrare all’accademia di teatro di Genova. No, io non facevo da spalla, lo faceva un mio amico che si è pure accollato l’onere di prendere la macchina. Io sono andata semplicemente per CURIOSARE, e per fare da supporto morale, oltre che compagnia al conducente (la nostra amica l’andata e ritorno se li è fatti dormendo…ma fidatevi, era ampiamente giustificata).

Qualcuno potrebbe dirmi che mi sono massacrata per nulla, invece devo dire che mi sono divertita e poi è stata un’esperienza. 

Avete presente quei film dove c’è l’eroina di turno che deve affrontare un provino e si trova in un ambiente dove ce ne sono altri come lei?  Appunto. La cosa bella è che non c’erano chissà quali mortali rivalità.  Era interessante vedere come tutti, dopo il provino, ingannassero l’attesa del verdetto (per sapere chi passava soltanto al turno successivo) parlando di tutto ciò che riguardava il teatro e l’ambito dello spettacolo.  Il confronto e ascoltare modi di pensare diversi mi è sempre piaciuto, allarga gli orizzonti. 

La mia amica alla fine non è passata. A detta sua e della spalla, c’era gente davvero brava che concorreva con lei.  Genova è una scuola molto selettiva e tosta, soprattutto molto ambita.  È una delle migliori.

Io ho dovuto aspettare fuori, ai provini non erano ammessi i curiosoni come me: solo gli aspiranti allievi e le loro spalle. Però sono stata felice solo di arrivare fino a lì e ho sperato davvero tanto che la mia amica ce la facesse.

Il viaggio di ritorno è stato poi…beh, meno facile dell’andata.

Prima di tutto siamo ripartiti tutti e tre alle otto di sera. Secondo, invece di rifare la Pisa-Livorno per giungere in Val del Tevere, abbiamo dovuto fare una piccola deviazione per Bologna:  la nostra amica studia là e il giorno dopo aveva lezione.

Siamo giunti a Bologna senza problemi alle 23,30.  E lì la sosta ci stava (eravamo in piedi dalle sei del mattino), soprattutto per il conducente che necessitava di zuccheri e io di caffè. E via per una bella passeggiata notturna per Bologna con gelato annesso.  Mi è piaciuta molto, non avevo mai passeggiato di sera per Bologna e per essere di lunedì, era bella vivace.

Ripartenza alle 0.30 e lì iniziò il dramma.  L’ingresso per l’autostrada A14 era chiuso, ma al navigatore satellitare non risultava, quindi è impazzito. Ci siamo trovati a girare in tondo per un paio di volte.  Al secondo giro propongo al conducente: “Ma se seguiamo la segnaletica gialla…?”. L’ingresso per l’A14 era chiuso, vero, ma non è l’unico ingresso e ovviamente era stato provveduto a disporre una segnaletica per raggiungere la successiva entrata.  E così, zittito il navigatore, seguiamo queste indicazioni.  Non so che giro astruso abbiamo fatto, era buio e la stanchezza incombeva, ma siamo giunti all’ingresso dell’autostrada. Si sveglia il navigatore satellitare e stiamo per andare verso il casello se non…

“Ricalcalo. Proseguire dritto.Tenersi sulla destra”. A destra, di fianco all’autostrada, c’è l’imbocco per la tangenziale.  La prendiamo e lì facciamo la nostra.

Io:  “Ma sei sicuro che tocca passare per di qua? Il casello era lì davanti a noi…”

Conducente:  “…”.

Navigatore:  “Ricalcalo……Ricalcalo……Ricalcalo…”

Tra un ricalcolo e un altro, ci siamo accorti che abbiamo sbagliato strada.  Per dove siamo passati non si sa, ma alla fine a quanto pare abbiamo fatto un giro in tondo, perché siamo tornati al casello di prima. E l’abbiamo preso. Il tenersi sulla destra del navigatore era riferito a DOPO il passaggio del casello, perché sulla destra c’era la direzione per Ancona!

Ma non è finita qui: la ciliegina sulla torta è stata successivamente la statale E45 ridotta peggio di un colabrodo. Che gli fai alla Salerno- Reggio Calabria??? Tra le buche (gli ammortizzatori della macchina ringraziano sentitamente) che almeno ci tenevano svegli, i cantieri dei lavori in corso e una deviazione di 5km sul Verghereto, sono giunta a casuccia mia alle 3.15 a.m.

Per tenerci svegli abbiamo parlato veramente di tutto, mancavano solo i termosifoni come argomento. Il  momento critico per me è stato verso l’una e mezza: stavo per crollare, gli occhi si chiudevano. Poi, per fortuna mi sono ripresa.  Non volevo addormentarmi, non era giusto per chi stava guidando.

Non so come abbia fatto a resistere il mio amico, è stato grande.

Di questa giornata ho immortalato diversi momenti con la mia digitale. Mi piacerebbe poter realizzare una piccola cronistoria (tempo permettendo) e poi, se avrò il permesso, pubblicarla qui. 

Intanto metto una foto di un mio gran momento...di deficienza!

 

                             

6月22日

Come apparite agli altri?

 
Oggi ho lavorato bene e mi sento così un po' serena. I miei tempi di ripresa sono un po' migliorati, lascia fare, e questo grazie al preziosissimo supporto di un'amica (mitica!), del mio ragazzo e della mia mamma.
 
Per la serie non traccheggiamo più,domani vado a Genova. A fare che? Lo dirò su altro post. Intanto vado e torno.
 
Vediamo allora di postare qualcosa di simpatico per bilanciare un po' le precedenti paranoie.
Il mio amico Alè mi ha mandato una mail con un test molto carino.
Io l'ho fatto e ho totalizzato 43 punti. Chi mi conosce mi vede davvero così? 
 
 
 
Test: come apparite agli altri!?! 
 

  
Preparate carta e penna. 
Questo è un test veramente distribuito dal servizio di risorse umane a un gran numero di società. Ciò le aiuta ad avere un profilo più preciso dei loro dipendenti attuali e futuri. Ci sono solo 10 semplici domande. Annotate le vostre risposte alle domande. 
 
 
1. In quale momento della giornata vi sentite meglio ? 
 
a. la mattina 
b. durante il giorno fino a inizio serata 
c. la sera tardi 
  
2. Avete un'andatura : 
 
a. piuttosto rapida con lunghe falcate 
b. piuttosto rapida con piccoli passi rapidi 
c. meno rapida, la testa alta, guardando il mondo negli occhi 
d. meno rapida, la testa bassa 
e. molto lentamente 
 
3. Quando parlate con qualcuno, voi avete : 
 
a. le braccia incrociate 
b. le mani unite 
c. una mano o tutte e due sulle anche 
d. toccate la persona a cui state parlando
e. giocate con il vostro orecchio, toccate il vostro mento o vi accarezzate i capelli 
 
4. Quando vi rilassate, siete seduti con : 
 
a. le ginocchia serrate con una gamba di fianco all 'altra 
b. le gambe incrociate 
c. le gambe distese o rigide
d.. una gamba incrociata sotto di voi 

 
5. Quando qualcosa vi diverte veramente, reagite con : 
 
a. un grande scoppio di risa 
b. uno scoppio di risa ma non rumoroso 
c. un riso discreto 
d. un piccolo sorriso 
 
6. In occasione di una riunione, voi: 
 
a. fate un 'entrata rumorosa in modo che tutti vi notino 
b. fate un 'entrata discreta guardandovi attorno per trovare qualcuno che conoscete
c. fate un 'entrata tra le più discrete, cercando di passare inosservato 

 

7. State lavorando duramente, siete molto concentrato, e vi si interrompe. Voi.... 
 
a. accogliete la pausa con piacere 
b. siete estremamente irritato 
c.. siete il tipo: 'buon viso a cattivo gioco' 
 
8. Quale di questi colori preferite ? 
 
a. rosso o arancione 
b. nero
c. giallo o azzurro 
d. verde, blu scuro o violetto 
e. rosa o verde pallido 
f.  bianco
g. marrone o grigio
  
  
9. Quando siete a letto la notte, durante gli istanti prima di addormentarvi, voi siete... 
 
a. stesi sul dorso 
b. stesi sul ventre 
c. sul vostro fianco preferito, leggermente raggomitolati 
d. con un braccio sotto la testa 
e. con la testa sotto le coperte 
 
10. Voi sognate spesso che: 
 
a. state cadendo 
b. state picchiando o lottando 
c. state cercando qualcosa o qualcuno
d. state volando o fluttuando
e. generalmente avete un sonno senza sogni
f.  vostri sogni sono sempre gradevoli

 
 
 
 
       I punti
 
1. a)2  b)4  c)6 
 
2. a)6  b)4  c)7  d)2  e)1 
 
3. a)4  b)2  c)5  d)7  e)6 
 
4. a)4  b)6  c)2  d)1 
 
5. a)6  b)4  c)3  d)5  e)2 
 
6. a)6  b)4  c)2 
 
7. a)6  b)2  c)4 
 
8. a)6  b)7  c)5  d)4  e)3  f)2  g)1 
 
9. a)7  b)6  c)4  d)2  e)1 
 
10. a)4  b)2 c)3  d)5  e)6  f)
 
 
Dopo aver fatto il totale dei vostri punti:
 
Più di 60 punti : 
Gli altri vi vedono come qualcuno da prendere con le molle. Siete percepiti come vanitosi, egocentrici ed estremamente autoritari.. Gli altri possono ammirarvi, sperando di assomigliarvi, ma non vi fanno mai confidenze, esitando ad aprirsi troppo con voi. 
Da 51 a 60 punti : 
Gli altri vi percepiscono come persone decise, caratterialmente forti, piuttosto impulsivi, un leader naturale, rapido nel prendere le decisioni, anche se non sono sempre quelle giuste. Siete visti come audaci e avventurosi, come qualcuno che prova tutto almeno una volta, qualcuno che tenta la fortuna e ama l'avventura. Gli altri apprezzano essere in vostra compagnia per l'interesse che suscitate intorno a voi. 
Da 41 a 50 punti : 
Gli altri vi percepiscono come pieno di brio, 'vivo', affascinante, divertente, pratico e sempre interessato; qualcuno che è costantemente al centro dell'attenzione, ma sufficientemente equilibrato da non montarsi la testa. Vi vedono ugualmente come tipi gentili, cortesi e comprensivi; qualcuno sempre pronto a rialzare loro il morale e ad aiutarli.  
Da 31 a 40 punti : 
Gli altri vi percepiscono come ragionevole, premuroso, sognatore e pratico. Siete visti come persone intelligenti, generosi, dotati, ma modesti... Non come tipi che si fanno amicizia troppo velocemente o facilmente, ma estremamente leali verso gli amici che vi siete fatti e da cui attendete la stessa cosa. Coloro che hanno la fortuna di conoscervi veramente si rendono conto che è difficile tradire la fiducia che voi riponete in loro, ma anche che sarà necessario molto tempo per riguadagnarsela.
Da 21 a 30 punti : 
I vostri amici vi percepiscono come perfezionisti, un po' maniaci. 
Vi vedono come qualcuno di meticoloso e molto prudente, regolare e sgobbone. Sarebbero molto sorpresi di vedervi fare qualcosa di impulsivo o un colpo di testa, attendono che voi esaminiate accuratamente ogni cosa da tutti gli angoli prima di prendere una decisione. Pensano che questa attitudine sia dovuta in parte alla vostra natura prudente. 

Meno di 21 punti : 
La gente vi trova timidi, nervosi e indecisi, persone che hanno sempre bisogno di attenzione, che hanno sempre bisogno di qualcuno per prendere le decisioni e che non possono impegnarsi in niente e con nessuno. Vi vedono come angosciati, che vedono dei problemi dappertutto anche laddove non ve ne sono. Certe persone vi trovano perfino noioso. Solo coloro che vi conoscono veramente sanno che non lo siete.
6月21日

Alti e bassi

 

Due giornate di alti e bassi.

Un giovedì all’insegna della soddisfazione inseguito ai meriti conseguiti sul campo e questo ovviamente mi ha fatto piacere.

Un venerdì buttato nell’amarezza per colossale insoddisfazione e delusione.

Ci ho dormito sopra e dopo aver metabolizzato (almeno in parte, perché sono una campionessa nel rimuginare anche a grande distanze nel tempo) sono arrivata a delle conclusioni (ma è possibile che varino ancora…).

Cos’è che mi ha dato veramente fastidio ieri? Vedere la mia prof. restare delusa di me, perché è questa l’impressione che ho avuto.

Un proverbio dice “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Per quanto ieri le lacrime potevano essere a portata di mano, non sono arrivate. Non c’era bisogno.

Assolutamente consapevole mi sono presentata a rapporto dalla mia prof con i frutti del mio lavoro e sempre consapevole, mi sono presentata senza maschere e con tutta la nebbia che avvolgeva la mia testa.

Ho parlato con lei a ruota libera, fregandomene di tutto, così è uscita fuori la ragazza confusa che è in me, che non sa dove sbattere la testa, che a ben 24 anni ancora non ha deciso cosa vuole fare da grande. Inoltre, senza remore, ho messo in luce quali siano i miei problemi per scrivere la tesi, il mio sconforto perché non sono più tanto convinta dell’argomento, ma ora è tardi per tornare indietro. La mia prof. mi ha tirato le orecchie, ma gentilmente. In sostanza mi ha detto: basta traccheggiare, poche seghe mentali e datti da fare che per settembre ce la puoi fare. Io ho i miei dubbi, però ci provo, forse ce la faccio davvero.

 

Mentre tornavo a casa ce l’avevo con me stessa, ho iniziato a pensare che ho sbagliato tutto fin da principio. Mi sono rimproverata per un sacco di cose.

Una volta a casa è ripreso il tormentone con i miei:

e dopo? e dopo? e dopo? e dopo?

 

Non lo so questo dopo né lo voglio sapere.

 

Sono uscita e ho raggiunto un paio di amici. Ho passato il pomeriggio con loro.

La sera l’ho passata in solitudine a rimuginare.

 

Forse alla prof. sarebbe piaciuto vedere una persona più decisa, una persona brillante che ha già ben visualizzato la sua meta. Una persona forte e non fragile. Non mi andava però di fare finta, il mio animo ha parlato per me e ne ero consapevole.

Io posso essere un carro armato, se mi metto in testa una cosa mi ci butto a capofitto, mi impegno al massimo e procedo diretta e sparata. Ma posso essere anche molto incerta, insicura, dubbiosa, nebulosa.

Io non ho scelto una strada precisa da percorrere. Vagabondo.

Non sono una di quelle che pianifica tutto, per questo per quanto sbircio in avanti non vedo nulla.

Il punto interrogativo è una mia costante, ma di questo sono serena. Ho imparato ad accettare questo lato di me, che non è bellissimo e non c’è neanche di che vantarsene. Purtroppo questa terribile insicurezza è parte di me e mi tocca conviverci. L’unica cosa che posso fare è non lasciarmi fregare da lei.

Mi dispiace solo quando vedo che deludo le aspettative degli altri.

Cos'è che mi ha dato veramente fastidio? Ammettere che ho dei limiti. 

 

Ed ora basta così, mi devo impegnare, tirare fuori la grinta e fare del mio meglio: per ferragosto terminerò di scrivere e ci devo riuscire, con i miei tempi ma ci devo riuscire, perché poi me ne vado in Russia e voglio andarci tranquilla. Su questo sono determinata.

Se tutto fila liscio allora a fine settembre divento dottora e se no pace, vado per dicembre. Perdo un anno così? Amen. Qualcosa farò lo stesso, non mi perderò d’animo.
6月17日

Uff....

 
Mio padre ha già tirato giù il primo urlo di gioia per il goal dell'Italia insordendomi pienamente, oltre che a farmi prendere uno di quei colpi che ti fanno saltare dalla sedia e conficcare la testa nel soffitto.

E ora se la sta prendendo con Toni perchè ha mangiato l'ennesimo piatto di maccheroni.

 

Io dovrei lavorare alla tesi: ho una prima consegna venerdì e ho tipo una ventina di pagine da sistemare che sono un vero macello. Le altre venti forse vanno bene...non ho avuto ancora il coraggio di riguardarle. Panico...

 

Invece giocherello con il mio spazietto. Ma come fai con l'Italia che sta giocando la partita ultra decisiva???? Beh...basta che giro la testa a sinistra e ho davanti ai miei occhi lo schermo della tele. Il volume è alto, lo senti pure se non vuoi e alle mie spalle c'è mio padre che vive intensamente la partita.

 

Non sono una gran tifosa, anzi del calcio mi disinteresso proprio, ma quando gioca l'Italia...o faccio le valige e me ne vado via di casa o mi adeguo. Non a caso ho passato oggi un altro pomeriggio nel buker sotto il garage a spezzarmi la schiena per lavorare in solitudine al mio cruccio che mi trapana il cervello. Uno strazio. Però sembra che il mio lavoro proceda.

 

Il mio  buon senso mi dice che stasera devo traccheggiare meno e mettermi subito al lavoro, se no per venerdì non ce la faccio.

Al diavolo il buon senso: sono stanca e non mi va.

                                                        Sailor Moon by Naoko Takeuchi
 
 
 Ed è finito intanto il primo tempo.
6月15日

About a blog...

 

No, non è giornata. Ultimamente è spesso “non è giornata”.

Non lo so perché, ma ho degli sbalzi d’umore incredibili: da serena e paciosa, passo ad uno stato di nervoso e insofferenza e va a finire che non mi sta bene più nulla. Boh…

Così eccomi al blog. Alla fine un post di riflessione su questa cosa ci doveva scappare. Manca ancora un mese e mezzo prima dello scoccare del mio primo anno di blog con consequenziale riflessione, ma ne parlo lo stesso ora.

 

Da qualche tempo mi diverto a peregrinare tra le varie piattaforme e space altrui, credo per un bisogno di confronto da una parte e per curiosità (nettamente dominante) dall’altra. Per la serie w il cazzeggio assoluto…

A volte penso che il blog sia una sorta di Grande Fratello scritto:  invece di sbirciare dal buco della serratura in diretta, ci facciamo i cazzi degli altri leggendo il loro diario (di quelli ovviamente che sono pubblici). Il gusto di leggere i diari altrui e scrutare la vita degli altri c’è sempre stato, comincia presto sui banchi di scuola.

A volte, invece, il blog lo vedo come un messaggio in bottiglia che uno getta nel mare, sperando che almeno qualcuno questa bottiglia la trovi e sia testimone così del nostro passaggio.

Oppure può essere come una finestra, o un ponte di comunicazione, o un’ancora di salvezza: dipende dai punti di vista.

 

Il mio non so come sia, non so che direzione abbia.

 

Ammetto che all’inizio ero perplessa e non avrei mai voluto aprirne uno perché, oltre a non sentirmi capace di gestirlo, non ne vedevo l’utilità: “ho già i miei quaderni dove sono libera di dire tutto ciò che voglio e come voglio, senza remore”.

Poi ovviamente, se no oggi non scrivevo qua, mi sono ricreduta e questo grazie ad un’amica che ha un blog e che seguo con piacere.  Mi ha fatto venir voglia di provarci.

Ho aperto il blog in pieno esaurimento da esame, mentre stavo preparando Storia della lingua latina, e già il nome dice tutto.  Devo dire che è stato un buon sostegno il diversivo del blog:  quando avevo la testa piena di latinorum, trafficare con lo space e l’html era un sollievo e non m’impigrivo il cervello. E ancora adesso lo è.

Inoltre il blog mi permette di stare in contatto con gli amici lontani, mi costringe ad essere costante, visto che sono una tipa che si stufa presto delle cose, ed è un buon esercizio di scrittura:  un conto è quando scrivi solo per te stessa, per vuotare i pensieri e non pensarci più, così per sfogo, e un conto è scrivere sapendo che ci sono destinatari diversi da te che leggono.

Chiaro, avendo scelto il profilo pubblico, non essendo questo uno spazio anonimo, tutto ciò che scrivo è super sorvegliato, non posso andare a ruota libera, per quello ci sono sempre i miei quaderni fedeli.  Anche questo può essere un buon esercizio di stile.

Insomma, il bolg mi mette alla prova e questo mi piace, considerando poi il fatto che sono un po’ egocentrica ed esibizionista…(altrimenti perché mi diletterei con il palcoscenico?).

Mi diverto a tappezzare lo space di immagini, colori, sfondi fino ad essere ridondante. Non sono mai stata brava a disegnare o fare scritte ganze, ho una grafia per niente “calli”, nel senso che non è bella, ma la tecnologia ora mi permette di colmare le mie mancanze e di essere ridondante e strabordante quanto mi pare. E pensare che volevo creare una cosa simil-seria! Certe volete penso di aver costruito un diario tremendamente adolescenziale, chissà, forse perché in realtà non sono mai cresciuta. Magari però un giorno mi prenderà il matto e mi converto al minimalismo, perché tanto così come sono affascinata dal pieno sono anche molto attratta dal vuoto.

D’altra parte Io sono contraddizione.

Io sono la tensione che sta fra due poli opposti.

Io sono l’ energia di quella tensione.

Io sono VITA.                                       

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E vai con una bella botta di "Titanismo" hihihi!

6月12日

Proiettata in una fase di cambiamento

 

-Cosa sono questi sguardi?

-Niente. Ascoltavo semplicemente.  (Non ho niente da dire di così entusiasmante o pertinente alla conversazione, perciò sto zitta).

-Sei troppo tranquilla.  Non ti posso vedere così depressa.

-Non sono depressa, sono solo un po’ stanca.

-Che hai fatto?

-Niente.  Ho semplicemente una vita tranquilla rispetto a te, tutto qui.

 

Mi sono sentita un po’ fuori posto, eppure era una bella festa, con tante simpatiche persone.  Certo ho fatto la cretina, un po’ come tutti, ho bevicchiato, ma il vino era pessimo e quando è così preferisco astenermi. 

Sono di palato fino e di stomaco delicato, il vino mi piace buono. 

Non disdegno una serata sull’allegro andante, ma non c’era né vino e né atmosfera che mi ispiravano.

Il punto è che ho passato una serata da spettatrice. 

 I discorsi che si facevano non mi entusiasmavano più di tanto, li sentivo lontani da me, come se non mi appartenessero.  Qualche anno fa non sarebbe stato così, qualche anno fa invece mi sarei divertita.

Mi sono chiesta: “Mi sono persa?” .

Poi ho capito. 

Non mi sono persa, sono proiettata in una fase di cambiamento:  sto scrivendo la tesi del quinto anno e presto chiuderò il capitolo accademico.  Sto già guardando avanti, cerco di sbirciare oltre la soglia che devo ancora oltrepassare.  Allora subentra un po’ di nostalgia e sorrido.  Un sorriso misto, tra la malinconia e la serenità che solo certi bei ricordi sanno darti.

Cambiamento, ecco cosa sta succedendo.

 

                                                                                                   

6月11日

La Ponzia in esilio

 
Non dall'Italia, ma da casa mia. Solo temporaneamente, per quel che concerne alla tesi.
Adoro quando la mia casetta (è un appartamento) è deserta, perchè così posso lavorare in tutta libertà, però ultimamente non ci sono più le condizioni ideali o per lo meno conclianti con la scrittura. Tradotto: c'è un po' di casino!
Devo scrivere la tesi e per come mi si stanno mettendo le cose la devo fare almeno in maniera decente: non per me o la mia relatrice, ma per coloro che si prodigano con gentilezza e super disponibilità a fornirmi i materiali necessari. Così, da oggi e per questo mese, mi sono rifugiata nel bunker.
Il bunker in questione è un fondo spazioso sottostante al garage e si accede attraverso una botola. Tale fondo oltre ad essere un ripostiglio superpolveroso, dove ci si può trovare di tutto, è diventato anche territorio di mio fratello dove si ritrova con i suoi amici: basta vedere le pareti tappezzate dai poster. Mio fratello però è uno bravo: qui ha costruito con l'ausilio del papy una scrivania in compensato e ha rimesso in funzione il vecchio pc. Manca solo la connessione ad internet e allora sarebbe perfetto.
 
Vantaggi:
-agognata solitudine e silenzio, così quando parlo da sola (perchè quando scrivo o sono in fase elaborazione dati, idee e compagnia bella parlo e ragiono a voce alta) non mi sento scema e non ho il timore di disturbare nessuno;
- una postazione pc tutta mia! Posso anche esaurirmi gli occhi quanto mi pare dato che non devo cedere il posto a nessuno;
- una condizione climatica di "frescura": giuro, devo indossare come minimo una maglia di cotone a manica lunga.
 
Svantaggi:
-il luogo è a dir poco polveroso;
-la tastiera ha i tasti duri e la barra spaziatrice è un po' insensibile. E pensare che una volta la usavo senza nessuna difficoltà;
-il pc va ancora a Windows '98, il che significa che non legge le penne usb, a meno che non traffico con i driver. Ho rispolverato per l'occasione i floppy disk, sebbene potrei usufruire dei cd;
-lo schermo non è a cristalli liquidi;
-la sedia non è tutta questa comodità;
-non c'è il bagno a portata di mano (e io abito al terzo piano).
 
Tutto sommato non è così terribile.
Mi auguro però che questo esilio volontario, oltre ad essere produttivo, non duri troppo a lungo. In fondo è chiaro che prefersco di gran lunga casuccia mia bella!
 
 
6月7日

Contingenze sfavorevoli

 
Io non ho voglia, ma....neanche le situazioni contingenti mi aiutano!!!
 
1- Sono iniziati gli europei di calcio= soggiorno occupato dai maschietti di casa= lavoro al pc negato!! (il pc è nel soggiorno. Io sono brava ad isolarmi se devo leggere, ma quando devo scrivere qualcosa e per di più controvoglia...è un guaio!)
 
2- Mia mamma è stata esiliata a stirare in camera mia= alle mie spalle, a pochi cm di distanza, mi sento osservata (paranoia, lo so) e sono circondata dai vapori del ferro da stiro e dai panni in giro = concentrazione a quel paese. Considerando che già dover scrivere a mano è una pena... però almeno la mamma fa un'attività socialmente utile e non posso arrabbiarmi. E poi è una cosa extra, del momento.
 
Me tapina!!!! 
 
NOOOO! La colpa è solo del mio cervello: COLLABORA, STRONZO!!!

  from photobucket

6月6日

Nel 2008

 
Ordunque... una mia amica mi ha mandato una mail e dopo averla letta ero piegata in due dal ridere, nonostante l'alta demenzialità.  Siccome ora non sono in vena nè di scrivere post intelligenti, nè le mie paranoie/paturnie e compagnia bella (scrivere una tesi ti succhia il cervello!!!!) posto la suddetta mail.  Probabilmente molti già la conoscono o già l'avranno ricevuta (potenza della rete!), ma io la posto lo stesso perchè mi fa ridere (ed evito di rigirarla a tutti i miei contatti). Chi non la conosce, si farà due risate, e chi invece già sa di che si tratta... sono problemi suoi, non miei.
Abbiate pazienza: sono scesa dal letto con la luna storta, perciò oggi mordo!!!
 
Buon divertimento.
 
Scopri di vivere nel 2008 anche quando:

1. per caso batti la tua password sul microonde

2. sono anni che non giochi al solitario con carte vere

3. hai una lista di 15 numeri di telefono per chiamare una famiglia di 3 persone

4. mandi una mail al tuo collega che ha l'ufficio vicino al tuo

5. hai perso contatto con i tuoi amici o familiari perchè non hanno indirizzo e-mail

6. arrivi a casa dopo il lavoro e rispondi al telefono come se fossi ancora in ufficio

7. fai lo z ero sul tuo telefono di casa per prendere la linea

8. sei al tuo posto di lavoro da 4 anni ma hai lavorato per 3 imprese diverse

10. tutte le pubblicità tv hanno un indirizzo web sullo schermo, in basso

11. vai nel panico se esci da casa senza il cellulare e torni indietro a riprenderlo

12. ti alzi la mattina e la prima cosa che fai è accendere il PC prima di bere un caffè

13. provi ad aprire il portone di casa con il badge dell'ufficio

14. stai leggendo questo testo, sei d'accordo e sorridi

15. peggio ancora, .......sai già a chi rimandare questa e-mail

16. sei troppo occupato per accor gerti che non c'è il numero 9 in questa lista

17. subito guardi il messaggio per vedere se c'è o no il numero 9 nella lista


 

CONSIGLIO!

Quando sei in crisi perchè, al lavoro, niente va come vorresti, fai questo:

fermati ad una farmacia e compra un termometro rettale 'Johnson&Johnson' (proprio questa marca, non altre!)

Aprilo.

Leggi le istruzioni.


 

Troverai questa frase: ogni termometro rettale della Johnson & Johnson è stato personalmente provato nella nostra fabbrica!

Ora, chiudi gli occhi. Ripeti ad alta voce per 5 volte: 'sono felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità di Johnson & Johnson'.

Ora ridi!

Dai su, rimanda questo messaggio ai tuoi amici.

Ne muori dalla voglia e ricorda sempre che ....... ci sono lavori peggiori del tuo...

6月2日

TESISTICAMENTOLOSISSIMAMENTANDO....sì vabbè, il delirio è giunto!

                     

  (lo so, avevo già usato diversi mesi fa questa immagine, ma mi piace tanto e poi in questo periodo mi rappresenta più che mai, Sorriso)

 

Basta con i bradipi, comincia l’era della gazzella, che sa che deve correre più veloce del leone.  E mi auguro che, verso il traguardo, da gazzella diventi leopardo. Amen.

 

Scrivo la tesi.

La scaletta è pronta.

Ho già sbobinato un’intervista di circa un’ora.

Ho già il materiale per un buon capitolo.

Fronteggio il mio bianco, non devo scappare.  Non so come sia successo, sono diventata incredibilmente perfezionista e presuntuosa nei confronti di me stessa, tanto da esigere che i miei pensieri escano fuori dalla mia capoccia in maniera precisa, chiara, ordinata e con un certo stile (!), per potersi poi adagiare garbatamente a velocità sostenuta sui fogli.

Impossibile.

Per questo sembro un ebete che fissa un computer con consequenziale fastidio agli occhi.  Per evitarlo (visto che i miei occhi li sento sempre più stanchi e non sarebbe male una visita oculstica, che farò ovviamente nell’anno del mai) sono ricorsa al vecchio sistema: la bozza cartacea.  Un’intera giornata persa davanti ad un quaderno e una serie di ghirigori, rigacci, frasi sconnesse.  E poi, finalmente, scrivo qualcosa, poco, ma sufficiente per farmi tornare di nuovo davanti al pc.  Giustamente, mi è stato fatto notare che fare un’intera bozza a mano è tremendamente dispendioso.  Infatti, solo per passare un po’ di righe sul foglio elettronico, sono iniziate le modifiche. Almeno però sono partita, il cervello si è messo in moto e spero che la carica non si esaurisca presto, altrimenti c’è il mio quaderno che aspetta.

Realizzo che in effetti un portatile (come mi era stato suggerito) in questa situazione farebbe notevolmente comodo.  Così potrei starmene in camera mia, alla scrivania che amo tanto, circondata dalle mie scartoffie.  Oppure in qualsiasi altro posto.  Peccato che il costo di un portatile me lo sono già fumato per il mio prossimo viaggetto in Russia (e quando mi ricapitava un’occasione come questa? Tra l’altro, ultima novità:  viene via anche il mio moroso!). E vabbè, ho scritto quella triennale in condizioni peggiori (chissà come avevo fatto!), perciò so che ce la farò di nuovo (stupida riforma!!!).  E poi questa volta ho dalla mia, all’occorenza, anche una redattrice che mi può dare un’occhio, ma che, soprattutto, sa come spronarmi, hihihihi!

Mi devo liberare di questa tesi, perché è diventata come una palla al piede.  Ho voglia di fare cose nuove e buttarmi in nuove avventure, ma finchè non divento dottora sono inchidata qua. E settembre arriva presto, lo so.

 

 

Forza Ponzia,

CORRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!

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