Chi non ricorda quelle terribili befane di Pretty Woman che squadrano Vivian dall'alto in basso con quell'aria stronzetta come se si credessero di essere le padrone del mondo? Chi non avrebbe voluto prenderle a schiaffi quando la mandano via facendola sentire il più grande schifo della terra?
E chi non ha gioito quando, dopo la favolosa scena dello shopping spudorato (quante di noi avrebbero voluto essere al suo posto, eh?),torna dalle tre befane tutta bella vestita e si prende la sua rivincita? BIG MISTAKE, BIG!
Pretty Woman...eh sì è uno dei miei amatissimi cult!
Mai, mai, mai giudicare all'apparenza!
Proprio l'altro giorno mi è successa un fatto analogo al film. Beh, analogo per modo di dire visti alcuni dettagli non proprio a me vicini, tipo che non sono bella come Julia Roberts e non sto con un miliardario che mi mette a disposizione una cifra inimmaginabilmente astronomica per dilettarmi con i vestiti. Resta la costante però delle commesse maleducate che si permettono di dare giudizi o che ti fanno sentire uno schifo, ma procediamo con ordine.
Qualche giorno fa ero in missione a Perugia per la ricerca del vestito da indossare al matrimonio settembrino, scortata da due giudici fidati: mia madre e mia cugina Rosaria. (Non diremo in che luogo e in che negozio successe il fatto solo per una questione di pudore). Bighellonando tra una vetrina all'altra, entrando e uscendo da un negozio all'altro, stavo perdendo le speranze in quanto ormai ci sono solo le nuove collezioni invernali e gli abiti estivi sono un miraggio, quando all'improvviso...SUSPANCE...mia madre adocchia la mela della discordia ad una vetrina: un tubino molto elgante e sobrio di color marrone scuroscuro, dalla stoffa similraso - Ora, io e i tubini non è che andiamo d'accordo, nel senso che non l'ho mai considerato alla mia portata nè tanto meno il mio genere-. Mentre io restavo come una baccalà a fissarlo e farmi un po' di paturnie mentali, mia madre senza perdere tempo entra nel negozio per cercarlo, scoprendo così che l'ultimo era proprio quello della vetrina. Mia madre ha chiesto allora alle commesse se ce lo potevano mostrare.
La commessa N.1 dopo aver visto mia madre con aria un po' perplessa le ha domandato:
-Per lei signora?
-No, per me- ho risposto educatamente io.
Inziamo già male.
La commessa mi ha squadrata e mi ha messa sull'avviso:
-Guarda è un abito molto stretto, la stoffa non è molto morbida...
-Certo, è un tubino, ma io volevo sapere che taglia è.
-è una 42.
-Grazie, allora niente come non detto...
E' intervenuta a questo punto mia madre:
-Ma dai provalo lo stesso: quante volte ti è capitato di prendere una 42 perchè la 44 ti stava grande?
-Ora che ci penso hai ragione...
E la comessa intromettente:
-Alla vita guarda che è molto stretto.
Io ormai innervosita ho preferito lasciar pedere e andarmene.
Fuori dal negozio era partito il consiglio di amministrazione, ovvero mia madre e mia cugina volevano che io provassi ugualmente il tubino, anche solo per dispetto nei confronti della maleducata commessa, ma io ero troppo nervosa e non me la sentivo. Dopo aver girato per un altro negozio, ho preso coraggio e sono ritornata sui miei passi, decisa a provare quel tubino, anche solo per indispettire la commessa: e cavolo, come ti permetti di trattarmi così solo perchè tu non vuoi tirare giù dal manichino il vestito? Stai lì per vendere, cavolo, poi ci lamentimo della crisi!
Sono rientrata nel negozio a passo spedito, quasi marziale, fiancheggiata da mia cugina, puntando al gruppo delle commesse che chiacchieravano del trullallero e trallalà.
-Prego?- mi ha chiesto la commessa N.2.
-Vorrei provare quel tubino in vetrina.
-Quale?
-Sì, la ragazza era venuta prima, il terzo della vetrina, prendiglielo pure tu- ha risposto la commessa noiosa che mi aveva "servita" prima.
Appena la commessa N.2 è giunta al manichino, ha guardato prima il tubino, poi me, poi nuovamente il tubino e di nuovo me e con aria super perplessa ha sentenziato:
-Guarda che è una 42.
-Lo so e lo voglio provare- ho risposto con tutta la mia faccia tosta. Per la miseria la maleducazione dentro questo posto è fatta in serie?
Nei camerini mia madre si è avvicinata a meper dirmi nel suo dialetto partenopeo e a bassa voce, in modo che a parte me e mia cugina nessuno potesse capirla:
-Se è piccolo, non uscire e di soltanto che non ti piace come ti sta.
Ho provato il tubino e....SUSPANCE....
MI STA A PENNELLO!!!!!!!!!!!!!!!
A quel punto trionfalmente sono uscita dal camerino per specchiarmi meglio e per farmi vedere da quelle stronze commesse!
La commessa N.1 è passata accanto a me e oer domandarmi:
-Allora come va?
Mia madre, che non se ne risparmia una:
-Il vestito le sta bene, bisogna vedere se piace a lei.
-Ma io non avevo dubbi, le sta proprio bene! Aspetta che ti faccio vedere la stola che ci puoi abbinare...
COME DICI??????????????? Santa pazienza....
Da quel momento in poi quell'ipocrita è stata tutta uno zuccherino, ma di lei io non mi fidavo certo.
Il tubino con la stola l'ho poi comprato al 70% di saldo abbandonando ogni velleità vendicativa per i seguenti motivi:
-mi serviva
-mi stava bene a giudizio di mia madre e di mia cugina
-aveva un saldo irresistibile.
La mia soddisfazione me la sono presa lo stesso.

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