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November 05
La parola d'ordine di questo mese è OSARE.
Ho osato andare in plaestra.
Ho osato comprare un cappellone viola.
Ho osato comprare le scarpe decoltè.
Ho osato TAGLIARMI I CAPELLI!!! E par fare questo ci è voluto una mia amica che fa l'apprendista parrucchiera e che avesse bisogno di fare pratica con le forbici (sotto la supervisione del maestro, pronto a impedire eventuali danni).Ieri mattina infatti ci ho messo due ore per fare un taglio di capelli, ma mi sono divertita da morire a fare la cavia per la lezione, tra chiacchiere e sfottò. Il maestro era troppo simpatico, sembravamo noi tre amici al bar.
Ed ecco il risultato:

dal lato sinistro....

...al lato destro.
Non ci sono grandi cambiamenti, a parte il fatto che è sparita la zavorra incolta che mi pendeva sulle spalle (e per domarla ce ne voleva). Un piccolo cambiamento, quanto basta per sentirmi bene con me stessa. Il mio nuovo look è piaciuto a tutti, studenti, amici, famiglia..tranne a Max..lui è rimasto un po' shoccato, perchè mi preferisce di gran lunga con il capello lungo. Ormai è andata e ce ne faremo una ragione, tanto ho la ricrescita supersonica, tra un paio di mesi saranno già lunghetti. Il bello per me comincia adesso: ora che sono più corti li dovrò curare maggiormente, non me la caverò con semplici acconciature...
Visto che ci sono, voilà il mio meraviglioso cappello viola:

è stato amore appena io e la mia mitica cugina Rosaria l'abbiamo visto in vetrina. Mi ha colpito lo strano fiocco, mi ricorda una farfalla mentre per mia mamma e Max sembra più un fiore. Quando l'ho provato ero rimasta un po' perplessa per via del modello un po' retrò, però più lo guardavo e più mi piaceva e così..MIO!!!
Dulcis in fundo, le scarpe. Come ho già detto, sono una fan dello stivale e le decoltè non le posso vedere, però mi rendo conto che possono essere molto chic e che è giunto il momento che almeno un paio io lo possegga e così ho scelto questo modello qui:

Da notare la piccola farfallina viola che fa capolino da sotto la piega del jeans! Sì, quest'anno mi sbizzarrisco con il viola, il tabù dell'anno passato non c'è più (nota: l'anno scorso per la mia laurea ero ammattita per cercare un vestito che non avesse la minima sfumatura di viola perchè sulla mia relatrice aveva l'effetto del rosso su un toro...). Scarpa molto semplice, tacco comodo, colore neutro, cioè nero. Ma il tocco di classe sono questi:

gli scaldamuscoli con laccetti in raso! Per una freddolosa come me sono il non plusultra.
Ah, come sono romantica!!! 
Ora non mi resta da fare che perdere qualche chiletto e sarò una figa stratosferica,
HAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!
(nota: risata mezza satanica e infinitamente ironica!) October 31

Card Captor Sakura_CLAMP
Per la vigilia di Ognissanti volevo spaventare i visitatori con una mia foto di primo piano, non tanto per perversa vanità, ma per mostrare il mio fantastico acquisto: un cappello molto particolare dal colore decisamente VIOLA! La mia follia non si ferma qui, ho persino comprato delle vere e proprie decoltè nere, semplici, senza punte elaborate, con tacco a banana super comodo. In fondo mi avvio per i 26 anni, è quindi giunto il momento di comparire almeno ogni tanto come "giovane donna di una certa eleganza", resta il fatto però che io sono e sarò sempre grande fan di stivali e di quei carri armati chiamati anfibi. Sono contenta che per soddisfare il mio lato femminile non mi sia dissaguanta, anzi sono stata proprio oculata. Purtoppo per ora non posso armeggiare con file e programmi pesanti in quanto il pc è talmente zeppo di roba che non ce la fa, è in attesa di pulizia e ordine, per questo per avere un po' di atmosfera da 31 ottobre, in sostituzione c'è la dolce Sakura di Card Captor Sakura delle mie beniamine, ovvero le CLAMP. Chiaro, mi attendo ringrazimaneti per la mia estrema bontà! Ma come sono deficiente, eh?
Tanto per restare in tema (non di deficienza, ma di Halloween) trascorrerò la serata a vedere Parnassus al cinema (mio personale esulto di giubilo) e chiudo il post con una citazione di un passo del libro di Gaiman, Il figlio del cimitero. La storia del bambino che viveva fra le tombe. (assolutamente consigliato):
Un orologio cominciò a battere le ore, là vicino: i rintocchi della mezzanotte. Ed ecco che giunsero.
Discendevano la strada, in fila per cinque. Bod li conosceva, o conosceva gran parte di loro. Nella prima fila riconobbe Mother Massacre e Josiah Worthington, e il vecchio conte che era stato ferito alle crociate ed era ritornato per morire nella propria terra,e il dottor Trefusis, e tutti avevano un'aria solenne e impettita.
Si udirono rantoli tra la folla radunata nella piazza. Qualcuno cominciò a urlare: - Iddio abbi pietà di noi, è il Giudizio, ecco cos'è! - Ma gran parte della gente si limitava a guardare, impassibile come lo sarebbe stata se si fosse trattato di un sogno.
I morti continuarono a camminare, fila dopo fila, finchè non ebbero raggiunto la piazza.
Josiah Worthington salì i gradini e raggiunse la signora Caraway. Le porse il braccio e disse, a voce così alta che l'intera piazza potè udirlo: - Graziosa dama, perdonanza... Mi conceda questa Macabradanza.
La signora Caraway esitò. Guardò l'uomo che era accanto a lei come per chiedergli consiglio sul da farsi. L'uomo era in veste da camera, pigiama e ciabatte, e portava un fiore bianco appuntato al bavero. Sorrise e annuì.
- Con piacere - disse il sindaco, e gli offrì la mano. Non appena le sue dita sfiorarono quelle di Josiah Wortihngton, la musica ricomiciò. Se quella che Bod aveva sentito fino a quel momento era il preludio, questa non lo era più: questa era la musica che tutti erano venuti ad ascoltare, una melodia che stuzzicava i piedi e le dita.
Si presero per mano, i vivi con i morti, e cominicarono a danzare.
Neil Gaiman, Il figlio del cimitero, Mondadori, Milano, 2009, pp. 176-177
October 30
Alla fine è successo, l'ho fatto, ho varcato quella soglia.
SONO ANDATA IN PALESTRA!!!!
Ebbene, sì, oggi mi sono decisa e sono andata a fare il mio giro di prova in palestra. Primo giorno e giù con la sala macchine. Ho sudato un bel po', ho dato una svegliata ai miei muscoli inesistenti e mi sono allenata per un'ora e mezza buona.
Dicono che in palestra ti scarichi...in fonodo è vero: ero tornata dal lavoro un po' nervosa e dopo essere stata in palestra la questione non mi urtava più di tanto. Resta il fatto che io sono una che non dimentica e domani andrò subito in fondo alla faccenda, oh sì! Ma torniamo alla palestra. Gli istruttori con me erano gentili e non mi hanno rotto le scatole più di tanto, diciamo che mi seguivano all'acqua di rose, e a me una cosa del genere alla fine non disturba affatto. Sembra strano per una che fa teatro, ma m'inibisce sentirmi dietro le spalle il controllo costante di un istruttore. Una volta che eseguivo correttamente l'esercizio, mi lasciavano da sola con la mia fatica. Ho davvero un fisico penoso: nelle braccia non ho forza e ho il fiato corto. L'unica nota positiva sono le gambe che le ho più resistenti (sfido, per quanto cammino!).
Dalla prosima volta proverò anche i corsi di step e aerobica, spero di divertirmi di più.
In sostanza, anche se mi sentivo un po' come Pippo davanti a quegli assurdi macchinari che parevano strumenti di tortura di un killer schizzato, non è andata male (pensavo peggio!), ma c'è poco da fare: trovo la palestra noiosa e alienante. La musica da disco ad alto volume, l'odore di sudore, il neon delle luci, gli specchi ovunque che ti mostrano nel tuo essere sconvolta, il pedalare ferma su posto e non per le strade poi...mi intristisce.
No, non è amore. Per quanto la detesto però la reputo un male necessario, quindi per quest'anno cerco d'impegnarmi. Il primo passo l'ho già fatto. Spero che migliori con il tempo, intanto punto tutti sui corsi di step e aerobica!!!! October 28
Se vieni improvvisamente accerchiata da due uomini in giacca e cravatta e uno dei due (il capoccia) si raccomanda caldamente affinchè tu lavori bene e ti ricorda che il 12 dicembre tutti gli occhi saranno puntati sul tuo lavoro, sottintendendo che ci tiene da morire che tutto sia perfetto....cosa penseresti? Semplice interesse affettivo da parte dei capi o si tratta di una "vaga" pressione????
Ecco.
October 22
Se c’è una cosa che proprio non sopporto è il prendersi con me una sfacciata, immotivata e immeritata confidenza. Risveglia la mia cattiveria.
Foyer del teatro, biglietteria.
La sottoscritta sta pagando in tutta tranquillità il suo biglietto, quando è attaccata alle spalle da una voce che in lei risveglia solo noia.
-Ma tu sei la Nunzia?
Mi volto e mi trovo davanti una mia vecchia professoressa della scuola media. L’ho avuta solo un anno –in prima- e mi insegnava storia e geografia. Francamente non mi era mai piaciuta e non ne ho mai sentito la mancanza. L’ho rivista spesso in giro, in particolar modo a varie manifestazioni culturali (ma lei non ha mai notato me, per fortuna) e da quanto ho osservato la mia opinione su di lei non è affatto migliorata, anzi…forse è peggiorata. Una di quelle persone che crede di sapere tutto, che superbamente si autocompiace di quello che sa ma in realtà il suo è tutto o quasi (lascio il beneficio del dubbio) fumo. Le persone così per me sono solo noiose.
-Ma tu sei la Nunzia?
-Sì è lei – risponde l’uomo del botteghino che mi conosce da una vita.
-Sì sono io- rispondo con freddo distacco.
- Che fai?- mi domanda lei con una strana autorità che non sta né in cielo né in terra.
So quello che vuole: farsi i fatti miei. Sfacciata e maleducata per giunta. Non mi vedi da una vita, tralasci le dovute formule di cortesia e ti permetti di prendere confidenza con me neanche fossi tua nipote!
…Che fai…col cavolo che te lo dico!
La guardo con un mezzo sorrisetto impertinente e rispondo:
-Faccio il biglietto.
- E ‘l vedo che fai il biglietto!- replica lei con stizza- Volevo sapere un’altra cosa…Volevo dire…Reciti sempre?
- Sì.
- Con quelli che ora vanno in scena?
- No.
Silenzio.
Con fredda educazione, riprendo:
-Io recito con Medem.
-Chi?
- Medem- risponde questa volta l’uomo del botteghino.
-Ma non è di qui, è di fuori?
-Invece è di qui- la correggo stancamente io.
- Lei recita con Medem che è di qui- puntualizza l’uomo del botteghino.
Compare a questo punto in scena, sbucando alle spalle della noiosa prof., una sua amica, noiosa quanto lei.
- Medem…tu l’hai mai sentito?- domanda la prof. alla sua noiosa amica.
- No, mai.
La mia vecchia prof. si rivolge nuovamente a me e con tronfia superiorità sentenzia in modo lapidario:
- Mai sentito!!
Le due donne noiose girano i tacchi e se ne vanno, gongolandosi in non so che cosa. Neanche un buonasera o un buona visione. Un saluto. Nulla.
Ho preferito ridermela ironicamente. In casi come questi però un bel sonoro VU A EFFE EFFE INCUUUUUUUUUUUULO! non ci starebbe per niente male…

image from Angel sanctuary_Kaori Yuki October 17
Mi sembra ieiri che boccheggiavo dal caldo. E sinceramente preferivo quello che bubbolare dal freddo. Almeno mi sono data una calmata, adesso vado a lavorare a scuola con più serenità e la mia mente ha già inziato con i trip mentali sui progetti da fare con i ragazzi per dicembre.
Ah, come mi diverto! October 07
Nell'ultima settimana mi sono buttata a capofitto nella lettura di Orpheus no mado (La finestra di Orfeo) della grandiosa Rioko Ikeda, autrice celeberrima di Versailles no bara (Lady Oscar). M'inchino davanti alla sua maestria perchè raccontare in manga vicende storiche e struggenti tanto da eguagliare il romanzo non è un'impresa da tutti.
Tutto ha inizo a Regensburg, in Germania, alla scuola di musica maschile San Sebastiano, inizio del secolo scorso. In questa scuola vi è una finestra legata a una leggenda (alquanto maledetta): colui che vi si affaccierà s'innamorerà della prima fanciulla che vedrà passare per strada. I due amanti che si conosceranno attraverso questa magica finestra saranno destinati a vivere un grande amore MA (e qui sta il bello) la loro storia finirà in maniera tragica. Non a caso la finestra è chiamata di Orpheus in quanto la sua leggenda rievoca le tristi sorti di Orfeo ed Euridice. Realtà o leggenda che sia, i nostri tre giovani protagonisti (due ragazzi e una ragazza) si conoscono proprio attraverso questa finestra (ma guarda un po' il caso!) e da quel momento in poi i loro destini s'intrecceranno, fra intrighi, amori sofferti e un' Europa anziana sull'orlo dello sfacelo in prossimità della Prima Guerra Mondiale.
La Ikeda crea un manga storico che va ben oltre Lady Oscar: lo stile di disegno è più maturo, baroccheggiante, pieno, uno stile che sposa totalmente la storia narrata, dalla struttura complessa, ma ben articolata. Non abbaimo infatti solo il classico triangolo no, ma una vera galleria di personaggi ai quali la Ikeda dà un cuore e un'anima, e il lettore non può far a meno di affezionarsi a tutti, di condividere le loro stesse emozioni e appasionarsi alle loro sorti.
Rivoluzionari, aristocratici, idealisti, soldati, musicisti in cerca della bellezza, uomini e donne assetati di potere, amore, vendetta...tutti infine saranno travolti dalla grande onda della Storia.
(per saperne di più e per ammirare una discreta gallery cliccare QUI)
Personalmente leggendo Orpheus mi sono emozionata e strutta il giusto, anche perchè la visione dell'Ikeda non si può dire che sia tutta questa allegria, anzi...il mio consiglio è di munirsi di fazzoletti.
Ultimamente non ho fatto altro che leggere storie tristi:
-Il signore degli anelli: grande malinconia;
-Un giorno perfetto: da magone;
-Coraline: inquietante il giusto;
- Orpheus: tragicamente triste.
Per questo motivo ora sto leggendo L'ultimo elfo, una storia dolce e simpatica, nella prima parte non sono mancati i momenti in cui mi sono ritrovata a ridacchiare piacevolmente.
Musicalmente mi sono data invece alle note di Einaudi: dopo aver passato del tempo con ragazzini urlanti è l'ideale per distendere il cervello e poi sposa bene con l'atmosfera di quest'autunno, così caldo e soleggiato, ideale per delle belle passeggiate. October 04
Ho bisogno di una dose di Pollyanna, ma di quelle potenti, perchè la mia riccitudine sta degenerando.
Non mi posso ritrovare a piangere come una deficiente in camera mentre cerco di fare un restaling in vista di una serata allegra.
Nervosismo a fior di pelle, ansia per tutto assolutamente ingiustificata, insofferenza a tutto, insoddisfazione cronica e intraprendenza zero. Sono cinica, acida e mortalmente pessimista.
Un naufragio.
No, no, no,no, basta, è ora di finirla e di darmi una calmata.
Devo cercare di giocare al famoso gioco della felicità, ovvero apprezzare il lato buono e smettere di guardare il bicchiere mezzo vuoto. Se guardo bene ho ben più motivi per sorridere che per piangere.
Spensieratezza, serenità, fiducia...ho bisogno di questo.
Nel frattempo altri segni di follia si sono manifestati in improbabili meditazioni sulla palestra: dopo anni sto pensando di ritornarci. Non l'ho mai amata nè tuttora sbavo al pensiero (per la serie vade retro satana!). Non sopporto quell'odore di chiuso e sudore, le ragazze dai fisici perfetti che vestono tutte attillate e firmate per farsi notare ad ogni costo, mentre con lo sguardo ti soppesano come sfigata. Non sopporto i maschietti, perchè pure loro si divertono a soppesarti con lo sguardo. La palestra esercita su di me un profondo senso di inadeguatezza. Ma potrebbe aiutarmi con l'autostima facendomi perdere quei chiletti di troppo e ridando tono al mio fisico, e ciò sarebbe cosa buona e giusta.
Chissà se finirà con un nulla di fatto oppure...
Altra follia: sono giorni che sto corteggiando un vestito adocchiato in vetrina. In realtà sto corteggiando l'intero negozio. Tornando a casa dal lavoro la tappa obbligata è per quella vetrina: maglie, abiti, camice, cappottini così graziosi, così seducenti e dai prezzi ragionevoli. Niente di econimico, ma nenache da svenarsi. Mentre attendo il mio stipendio faccio il solco davanti la vetrina. Ancora non ci sono mai entrata perchè i proprietari/commessi mi mettono un po' soggezione, se entrassi a curiosare mi sentirei di sicuro i loro sguardi indagatori addosso e ciò m'inibirebbe da morire.
Appunto, mi ci vuole una dose di Pollyanna.
October 01
...alla mie nocche arrossate, brucianti.
La polvere, il sudore, i miei muscoli che non erano miei.
Ero un'altra me, ma pur sempre io.
Un sogno e nulla più.
La vita casalinga non fa per me.
Ventiquattro ragazzini di scuola media:
non sanno concentrarsi,
non sanno apprezzare il silenzio,
non sanno ripsettare,
Hanno troppa energia che li brucia.
Non sanno gestirla.
Io non so gestirli.
Fatica.
Non saper decidere.
Non desiderare nulla.
Quella luce negli occhi dei bambini quando ti guardano.
Sanno che li porterai in posti meravigliosi.
La loro voglia di scoprire, di giocare, di affetto.
Vivacità, sorrisi.
Adolscenti desideriosi di sbocciare,
di capire se stessi, di capire il mondo.
Si affidano a me.
Vogliono risposte che io non so dare.
Un dono,
pensato con il cuore,
dato con affetto
da una mano ancora infantile.
Ballare, ubriacarmi, ridere.
Fare la pazza insieme ad altre pazze,
per una notte.
La musica di un painoforte che fa vibrare l'anima.
Andare via,
cambiare città,
perdermi nella solitudine di una metropoli.
September 29
Da ieri ho ricominciato a lavorare nella scuola, la stessa dove ho lavorato l'anno scorso con diverse novità: aumento di ore, aumento di partecipanti e si presuppone aumento stipendio. Morale tutti i pomeriggi sono dentro. La mia sola perplessità è far partecipare i bambini di terza elementare: per me sono troppo piccoli, non nel senso che non possono fare teatro, ma nel senso che io trovo difficoltà a rapportarmi a loro. Concentrazione, disciplina, ascolto..per loro sono concetti alieni, l'unica cosa che sanno fare è il casino. Non stanno fermi un attimo, devono sempre commentare qualsiasi cosa io dica...in fondo sono bambini, è normale che siano vivaci, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi. Probabilmente io non sono adatta per insegnare ai più piccoli, ma ormai sono in ballo e devo ballare. Questa è quindi la mia nuova sfida: riuscire a far teatro anche con i piccoli. Sarà dura, terribilmente dura. Per il resto forse dovrebbe andare bene, almeno mi auguro
September 28
Mi dispiace sempre quando finisce un laboratorio teatrale, soprattutto quando giungi al punto che tu e la polvere del pacoscenico siete diventati una cosa sola. Sono stata più consapevole nell'affrontare gli esercizi grazie alle mie esperienze pregresse e allo stesso tempo ho scoperto nuovi limiti da abbattere. Penso sempre che, se qualcuno apriva la porta e vedeva ciò che stava accadendo, chiamava immediatamente il 118 o chi per lui. Se qualcuno apriva la porta vedeva una matta con i capelli scarmiglati che provava a imitare una scimmia in cerca di cibo...sì cose turche,ma maledettamente belle e liberatorie.Ho imparato, ho rubato avidamente quanto più potevo, ho fatto tesoro di nuove emozioni e sensazioni, quando ciò accade sono felice.
Alla fine del laboratorio una dell partecipanti mi ha confessato che su di me non ci avrebbe scommesso: a pelle non le ispiravo simpatia, le sembravo la classica tipa saccente, la classica prima donna. Alla fine del laboratorio invece mi ha rivalutata dicendomi che in realtà sono umile. Ne sono rimasta sopresa, anche perchè non me ne ero accorta. Io spesso pecco di orgoglio, sembro un po' maestrina perchè ci tengo che l'informazioni che do siano corrette, ma lungi da me l'ostentare di saperne di più per fare la figa. Sono contenta che abbia capito che io ero lì per mettermi in discussione come tutti e che di primeggiare non me ne fregava un cavolo. Anche perchè la verità è che io sono sempre maledettamente insicura. A quanto pare il mio carattere spigoloso e sanguigno porta sulla strada sbagliata. Sono solare quanto passionale...forse dovrei cercare più equilibrio fra i vari elementi. September 26
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Stamani la mia missione era una sola: trovare l'ultimo numero uscito de Il grande sogno di Maya. Invece sono tornata a casa con il primo numero di Perfect Girl Evolution e un bottino di segnalibri per la mia collezione, ma procediamo con ordine.
Il grande sogno di Maya, manga ormai infinito (e probabilmente interminabile, visto che l'autrice si è talmente infognata che non sa come farlo finire e sono anni - quanti, 30?- che noi fan attendiamo trepidamente il benedetto finale, agurando all'autrice una grande longevità) esce solo in fumetteria e qui da me ho avuto il terribile culo che l'unica fumetteria esistente chiudesse i battenti l'anno scorso. Pensavo allora di trovare l'ultimo numero presso gli stend, visto che espongono di tutto, ultimi numeri usciti compresi. Così dovrebbe essere, invece no. A una prima ricognizione gli stand dedicati ai manga sono solo 2 su cinquanta, con un terzo dislocato vicino alla sala proiezioni, che fa solo promozione vendendo gadget. E tra questi nemmeno l'ombra de Il grande songno di Maya...l'hanno lasciato in negozio. A dire il vero non c'erano neanche Tsubasa o xxx-holic, Trinity Blood...solo gli ultimi manga di grido come Death note, Full Meltal Alchemist, Nana, Naruto e altri (che a me personalmente piacciono molto, ma non esistono solo loro) e qualche arretrato di un certo valore, vedi Marmalade Boy o Lamù e Dragon ball in tutte le salse. Uno solo aveva Cesare di Fuyumi Souryo e ES-Eternal Sabbath. Poche chicche di nicchia, almeno per quanto riguarda i manga. Per la sezione occidentale ci devo ancora guardare per bene, sembra che ci sia un po' più materiale. Insomma ad una prima occhiata mi sembra un po' deludente. Sembra invece più ricco e interessante il programma delle proiezioni, ma ne perderò la maggiorparte, perchè sarò in compagnia dell'altro mio amore, il teatro.
L'unico lato positivo è lo stand di NANODA, ufficiale patner di Star Comics, che elargisce manga e segnalibri gratis! (i gadget si pagano, chiaro). C'erano tantissimi primi numeri di quattro-cinque titoli che sono solo per fumetteria, ancora in corso, e così ho guadagnato Perfect Girl Evolution, che m'ispirava assai (se poi è una cavolata lo scoprirò presto). Non ho preso gli altri (ero tentatissima, tanto erano tutti gratis) per un solo motivo: il rischio di dover recuperare cinque serie per placare la mia proverbiale curiosità. Il mio portafoglio non era d'accordo.
Ok, detto questo, vado a dedicarmi ai fornelli, alle due ho laboratorio e ancora devo preparare la borsa: oggi è una lunga giornata, piacevole però!
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Torno ora dalla prima lezione del laboratorio teatrale intensivo che seguirò in questo fine settimana e mi ritrovo piuttosto soddisfatta. Mi piace fare l'allieva, scoprire e imparare sfumature nuove, lavorare in gruppo e divertirmi in maniera spensierata (dulcis in fundo rubare esercizi nuovi per i miei ragazzi, hihihihi!). Il seminario s'intitola "Il gico del teatro", mai nome fu più azzeccato e di sicuro mia aiuta a scacciare tutte le mie paturnie, ansie del cavolo e l'allegra combriccola di paranoie che mi hanno rotto le scatole.
C'è di più:alla mia passione ormai tradizionale, se ne affianca un'altra, i fumetti. Domani inizia il Tiferno Comics, olè! Così questo fine settimana tra mostre e laboratorio sguazzo nel mio. Quest'anno il Tiferno Comics si è dato da fare per somigliare alle grandi mostre/fiere come il Lucca Comics o i vari Comecon, cercando di creare più aree e più eventi. Fino a qualche anno fa la mostra era esclusivamente monografica: c'era l'esposizione delle opere dell'autore di turno (rigorosamente italiano) nel bellissimo palazzo Vitelli, presentazione da tappeto rosso con ospiti del calibro di Mollica, un pugno di bancarelle per il mercato dei fumetti, relegato in altro loco del centro storico, tanto per dare colore.
Secondo il programma di quest'anno, oltre alla presentazione roboante dell'artista di turno, ci saranno molti più spazi dedicati alla mostra mercato, gara di cosplay e proiezioni di animazione. Si prospetta interessante, ma finchè non vedo non mi pronuncio. Ciò che mi stupisce è che stato dato peso ai manga (finalmente!). Malignamente penso che il motivo sia da attribuirsi al mercato, si sa che ultimamente i manga prosperano nella distribuzione. Siamo un po' lontani dai tempi in cui erano guardati con disprezzo, ma per me il pregiudizio permane.
Alla presentazione, oltre agli ospiti, ci sarà tutta la crema della città e la maggiorparte di questa i fumetti li snobbano alla grande, ma faranno finta di essere interessati solo per comparire e sfilare in questo grande rito sociale. Sulla cultura del fumetto c'è grande ignoranza, qui in Italia e non si fa mai abbastanza. Non parlo solo dei manga, mi riferisco al fatto che a livello nazionale bisognerebbe dare più spazio a nuovi autori, a nuovi personaggi, creare più testate, conquistare più pubblico senza limitarsi ai bimbi o ai ragazzini.
Meglio non dilungarsi in polemica, va', se no addio serenitade...passiamo ad un'altra novità di questa giornata:

Chi se la ricorda?
Da bambina avevo in casa un libro di Sarah Kay e come una pazza oggi ho frugato casa per ritorvare quel libro, ma vattelapesca che fine ha fatto, così ho saccheggiato un po' le varie gallery di internet. Ricordo che per ore mi perdevo nelle sue illustrazioni inventandomi chissà quali storie con i suoi dolcissimi personaggi e fantasticando sui loro vestiti, perchè mi affascianvano e mi sarebbe piaciuto vestirmi come loro: i copricapi immensi, jeans con le toppe, atmosfera bucolica di perenne estate....sì lo so, ero terribilmente romantica. Ma lo sono tuttora, perchè ancora oggi davanti a queste immagini il mio cuore s'intenerisce.
Adoro il mondo di Sarah Kay!!! (e me ne vanto ^^) | September 15
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Tra tuoni, fulmini e saette, piogge torrenziali, vento di tramontana sono rientrata alla base, salutando definitivamente l'estate con il caldo soggiorno pugliese.
Tre giorni caldi (ma non troppo), sereni, allegri e molto amorevoli, io e la mia metà ci siamo calati senza problemi nei panni dei turisti e abbiamo girato a destra e sinistra più che potevamo (e infatti la stanchezza si è fatta sentire pesantemente come abbiamo toccato il letto di casa).
Così rieccomi qui...nella nullafacenza? No. Oggi credo di aver preso una delle tante decisioni che mi ronzavano in testa e a dire il vero non sono del tutto convinta di aver fatto la scelta giusta. La scuola per la quale ho avorato tutto il precedente inverno mi ha ridato il posto servito su un piatto d'argento. Le maestre, i bambini, i ragazzi hanno sperato fino all'ultimo che io accettassi. Mi hanno travolta con il loro affetto quando mi hanno vista e io...dato che al momento non sto facendo nulla, che l'idea di un master non mi convince più di tanto...insomma non so come, ma nel giro di dieci minuti mi sono ritrovata con in mano i registri e gli orari interni.
Così riparte la macchina, mentre io mi sento ancora un po' nel limbo del dubbio e getto lo sguardo altrove nell'attesa di nuove occasioni.

Sailor Moon_Naoko Takeuchi
Speriamo di non fare un frontale da manuale!
| September 07
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Dunque settembre è giunto, l'aria frizzantina solletica il viso la mattina, riscopro il piacere di stare sotto le coperte. Il mio blog ad agosto ha compiuto due anni ed io con la grande testa che mi ritrovo me ne sono completamente dimenticata. Dopo l'esame di latino, dopo la tesi di laurea, il mio nuovo cruccio (perchè a settembre io ho a che fare sempre con un cruccio) è il lavoro. E' un mese che non sto facendo nulla.
Vita casalinga, shopping, feste, letture pubbliche, gite, letture private, tante letture e stop. Tutto molto pacchioso, ma sto già bollendo nel bisogno di avere un impegno, possibilmente remunerativo. Il fatto che di mia iniziativa stia sceneggiando un libro per bambini non conta, anche perchè la bozza (per ora lascia a metà) mi soddisfa sì e no.
Il mio lato tanto possibilista è sfociato nell'indecisione acuta e cronica: non so se tentare davvero per un master di specializzazione, non so se accettare l'offerta di lavoro della scuola, non so se cercare qualche stage da fare...Non so, è questo il punto. Il mio umore di questa sospensione ne risente: se non sono nervosa (complice la penitenza mensile) sono moscia, insofferente e non lo nascondo, perchè non mi va'. L'unica cosa che riesco a fare è parlare del più del meno quando sono inseme alle persone, ma si vede che mi manca la verve. Ho una profonda tristezza, che mi fa sì incazzare, ma non basta a scuotermi. Sono in attesa di nuovi treni e avventure ma la mia intraprendenza dorme. Ecco come stanno le cose: mi sto cuocendo nella mia solitaria "riccitudine" e quando sto così divento noiosa e credo antipatica. Chi in questo periodo mi sta inotorno e mi sopporta senza fare troppo domande vuol dire che mi vuole bene davvero. Forse passata questa fase ritroverò la mia energia, il mio brio e la mia determinazione.
Il viaggio in Puglia incombe nonostante la mia "riccitudine" quindi come minimo mi devo dedicare a un po' di frivolezze, tipo il restaling, magari aiuta. Ho tre giorni di tempo, sembrano tanti, ma una delle conseguenze della mia "riccitudine" è l'abnorme dilatazione dei tempi, ma credo che riuscirò ad essere pronta per la partenza. Cambiare aria mi farà bene.

Image by Ai Yazawa from Paradise Kiss
Via, vado a ballare in Puglia,
il guscio del riccio vedo bene di lasciarlo a casa e
in valigia lascio solo lo spazio per il divertimento spensierato
e i sorrisi.
| September 03
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Una cosa alquanto seccante è l'impiegata dell'uffico di collocamento (ops, pardon, del centro impiego per lavoro) che scruta il tuo curriculum guardandoti con un'aria di pena, specialmente dopo aver visto i tuoi titoli di studio ed escalma con aria quasi dispiaciuta:
-Ma ha fatto il classico???
-Sì... (è reato forse?)
-Oddio, lo sta finendo anche la mia figliola, chissà come ci arriva, che farà dopo. Anche lei sarebbe orientata per lettere, ma l'ultima novità è ingengneria, mah...
-Eh... (c'è qualcuna che mi batte in fatto di idee chiare...)
-Ma tanto deve seguire i propri interessi, no?
- Eh già...(tutto sta a capire quali siano questi interessi)
Una diplomata al calssico, laureata in lettere (cinque anni, chiaro) che bussa al centro d'impiego con alle spalle un quasi anno di lavoro precario: ho terrorizzato una mamma in ansia per il futuro della figlia.
Non male come inizio giornata.
| August 27
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voglio un mondo comico voglio un mondo che faccia ridere un cielo comodo che qualcuno
s'affaccia a rispondere voglio svegliarmi quando voglio da tutti i miei sogni
voglio trovarti sempre qui ogni volta che io ne ho bisogno voglio volere tutto cosi'
voglio riuscire a non crescere voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me
voglio il tempo libero si' ma libero proprio ogni attimo e alzare il minimo con la vita
che mi fa solletico voglio restare sempre sveglio con tutti i miei sogni
voglio tornare vergine ogni volta che io ce n'ho voglia voglio volere tutto cosi'
voglio riuscire a non crescere voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no voglio volere
voglio godermela tutta fin quanto si puo' si puo' voglio un mondo comico
che se ne frega se sembra ridicolo un mondo facile che paga lui e vuol fare lo splendido
voglio non dire mai e' tardi oppure e' peccato voglio che ogni attimo
sia sempre meglio di quello passato voglio volere tutto cosi'
voglio riuscire a non crescere voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me voglio volere
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho voglio volere
voglio deciderlo io se mi basta o se no voglio volere
voglio godermela tutta fin quanto si puo' si puo'
| August 22
Chi non ricorda quelle terribili befane di Pretty Woman che squadrano Vivian dall'alto in basso con quell'aria stronzetta come se si credessero di essere le padrone del mondo? Chi non avrebbe voluto prenderle a schiaffi quando la mandano via facendola sentire il più grande schifo della terra?
E chi non ha gioito quando, dopo la favolosa scena dello shopping spudorato (quante di noi avrebbero voluto essere al suo posto, eh?),torna dalle tre befane tutta bella vestita e si prende la sua rivincita? BIG MISTAKE, BIG!
Pretty Woman...eh sì è uno dei miei amatissimi cult!
Mai, mai, mai giudicare all'apparenza!
Proprio l'altro giorno mi è successa un fatto analogo al film. Beh, analogo per modo di dire visti alcuni dettagli non proprio a me vicini, tipo che non sono bella come Julia Roberts e non sto con un miliardario che mi mette a disposizione una cifra inimmaginabilmente astronomica per dilettarmi con i vestiti. Resta la costante però delle commesse maleducate che si permettono di dare giudizi o che ti fanno sentire uno schifo, ma procediamo con ordine.
Qualche giorno fa ero in missione a Perugia per la ricerca del vestito da indossare al matrimonio settembrino, scortata da due giudici fidati: mia madre e mia cugina Rosaria. (Non diremo in che luogo e in che negozio successe il fatto solo per una questione di pudore). Bighellonando tra una vetrina all'altra, entrando e uscendo da un negozio all'altro, stavo perdendo le speranze in quanto ormai ci sono solo le nuove collezioni invernali e gli abiti estivi sono un miraggio, quando all'improvviso...SUSPANCE...mia madre adocchia la mela della discordia ad una vetrina: un tubino molto elgante e sobrio di color marrone scuroscuro, dalla stoffa similraso - Ora, io e i tubini non è che andiamo d'accordo, nel senso che non l'ho mai considerato alla mia portata nè tanto meno il mio genere-. Mentre io restavo come una baccalà a fissarlo e farmi un po' di paturnie mentali, mia madre senza perdere tempo entra nel negozio per cercarlo, scoprendo così che l'ultimo era proprio quello della vetrina. Mia madre ha chiesto allora alle commesse se ce lo potevano mostrare.
La commessa N.1 dopo aver visto mia madre con aria un po' perplessa le ha domandato:
-Per lei signora?
-No, per me- ho risposto educatamente io.
Inziamo già male.
La commessa mi ha squadrata e mi ha messa sull'avviso:
-Guarda è un abito molto stretto, la stoffa non è molto morbida...
-Certo, è un tubino, ma io volevo sapere che taglia è.
-è una 42.
-Grazie, allora niente come non detto...
E' intervenuta a questo punto mia madre:
-Ma dai provalo lo stesso: quante volte ti è capitato di prendere una 42 perchè la 44 ti stava grande?
-Ora che ci penso hai ragione...
E la comessa intromettente:
-Alla vita guarda che è molto stretto.
Io ormai innervosita ho preferito lasciar pedere e andarmene.
Fuori dal negozio era partito il consiglio di amministrazione, ovvero mia madre e mia cugina volevano che io provassi ugualmente il tubino, anche solo per dispetto nei confronti della maleducata commessa, ma io ero troppo nervosa e non me la sentivo. Dopo aver girato per un altro negozio, ho preso coraggio e sono ritornata sui miei passi, decisa a provare quel tubino, anche solo per indispettire la commessa: e cavolo, come ti permetti di trattarmi così solo perchè tu non vuoi tirare giù dal manichino il vestito? Stai lì per vendere, cavolo, poi ci lamentimo della crisi!
Sono rientrata nel negozio a passo spedito, quasi marziale, fiancheggiata da mia cugina, puntando al gruppo delle commesse che chiacchieravano del trullallero e trallalà.
-Prego?- mi ha chiesto la commessa N.2.
-Vorrei provare quel tubino in vetrina.
-Quale?
-Sì, la ragazza era venuta prima, il terzo della vetrina, prendiglielo pure tu- ha risposto la commessa noiosa che mi aveva "servita" prima.
Appena la commessa N.2 è giunta al manichino, ha guardato prima il tubino, poi me, poi nuovamente il tubino e di nuovo me e con aria super perplessa ha sentenziato:
-Guarda che è una 42.
-Lo so e lo voglio provare- ho risposto con tutta la mia faccia tosta. Per la miseria la maleducazione dentro questo posto è fatta in serie?
Nei camerini mia madre si è avvicinata a meper dirmi nel suo dialetto partenopeo e a bassa voce, in modo che a parte me e mia cugina nessuno potesse capirla:
-Se è piccolo, non uscire e di soltanto che non ti piace come ti sta.
Ho provato il tubino e....SUSPANCE....
MI STA A PENNELLO!!!!!!!!!!!!!!!
A quel punto trionfalmente sono uscita dal camerino per specchiarmi meglio e per farmi vedere da quelle stronze commesse!
La commessa N.1 è passata accanto a me e oer domandarmi:
-Allora come va?
Mia madre, che non se ne risparmia una:
-Il vestito le sta bene, bisogna vedere se piace a lei.
-Ma io non avevo dubbi, le sta proprio bene! Aspetta che ti faccio vedere la stola che ci puoi abbinare...
COME DICI??????????????? Santa pazienza....
Da quel momento in poi quell'ipocrita è stata tutta uno zuccherino, ma di lei io non mi fidavo certo.
Il tubino con la stola l'ho poi comprato al 70% di saldo abbandonando ogni velleità vendicativa per i seguenti motivi:
-mi serviva
-mi stava bene a giudizio di mia madre e di mia cugina
-aveva un saldo irresistibile.
La mia soddisfazione me la sono presa lo stesso.

image by Clamp | August 19
| Mi sto facendo una cultura pazzesca sui corsi post-laurea, in particolare sui master, quella sottospecie di vampiri formativisucchiasoldi: ti fanno sborsare un patrimonio con la scusa della formazione di lato livello con professionisti del settore prospettando un miraggio di lavoro. Sistema abominevole, esattamente come era la SSIS (ho stappato lo spumante quando l'hanno chiusa, peccato che abbiano lasciato le cose a metà...ma non andiamo a impelagarci su questo).
Il punto è che con il mio solo titolo di studio mi rendo conto di non farcela e ho bisogno di una qualche specializzazione. Capirai, il mio campo di studi verte sull'area umnistica, quindi lascia il tempo che trova. Tutto bello, tutto fantastico, interessante e chi più ne ha e più ne metta, ma a livello pragmatico lavorativo????? Bho...Io intanto seleziono, preparo curricula e farò domanda un po' qua e un po' là.
Non so perchè stanotte ho sognato di essere di nuovo a scuola, sottoposta a quelle tremende e interminabili interrogazioni di filosofia (garantisco che come le faceva il mio prof. erano veramente pesanti, dico solo che si andava per round!). Forse perchè ultimamente sto aiutando Max a preparare l'esame di infrastruttura stradale, con tutte le sue formuline che mi ricorda l'odiata fisica? Ma che centra con la filosofia? Tempo fa ho sognato che dovevo scrivere la tesi, prima ancora i bimbi della colonia. La mia mente certe volte mi spaventa....
| August 17
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La febbre da shopping non è passata, anche oggi ho fatto un paio di acquisti inerenti all'abbigliamento ed è ora di finirla per il bene del mio prtafolglio giallo con le farfalle e per il bene del mio armadio.
Detto questo sono tornata quasi operativa, ho avuto già la prima committenza per la prossima stagione in fatto di animazione teatrlae e domani consegno già un primo progetto. Devo leggere un po' di classici per l'infanzia e documentarmi un po', mi sento un po' fuori dal mondo e sto pensando di rimettermi a studiare seriamente, di approfondire il mio percorso di studi prima che mi arruginisca del tutto. La domanda di rito è cosa farò, ed eccoli schierati di nuovo i mie punti interrogativi che mi fissano sempre con più insistenza. Le risposte per ora non ci sono, sto aprendo varie strade, in questo periodo mi sento molto possibilista e, cosa più importante, serena. Mi rendo conto che il futuro per noi giovani non sia roseo e so bene che non c'è niente di facile e blablablablablablabla insomma è un mondo difficile, futuro incerto.... ma io voglio stare tranquilla e prendere le cose come vengono senza angosciarmi troppo.
In montagna, durante i centri estivi, a volte rimproveravo i miei bimbi quando appena finito di spiegare l'attività che avremmo dovuto affrontare già mi chiedevano cosa succedeva dopo. E dopo Nunzia che si fa?Questa era la domanda tormentone. E io rispondevo, ragazzi non state a fissarvi troppo con questo dopo e cercate di godervi e VIVERE un po' il presente se no poi non vi rimane niente!
Ecco, devo adottare questa filosofia e non fare come al solito, ovvero predicare bene e razzolare male...
Adesso mi preme risentire le mie amichette lontane, e nonstante internet la comunicazione più diretta resta il telefono, davvero insostituibile!
Orecchie mie preparatevi! |
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